“Canti e incanti”: si conclude la quarta edizione del progetto della compagnia Tarantarte

“Canti e incanti”: si conclude la quarta edizione del progetto della compagnia Tarantarte

29 Dicembre 2025 Off Di Redazione

Nel Mare Nostrum, la danza del labirinto e il tarantismo intrecciano passi antichi: questa sera, alle 19:00, nelle sale del Museo Castromediano di Lecce, con la performance site specific “Love Difference” si conclude la quarta edizione di Canti e incanti, progetto di Tarantarte con il sostegno dell’avviso pubblico Futura – La Puglia per la parità del Consiglio regionale della Puglia, dedicato quest’anno al tema Le Rivoluzionarie.

Nell’evento finale, la compagnia di danza diretta da Maristella Martella dialogherà con due opere di Michelangelo Pistoletto, uno dei padri nobili dell’arte contemporanea internazionale. Grazie al percorso curato da Raffaela Zizzari, con allestimento di Orione Srl, promosso dall’Istituto di Culture Mediterranee e dal Polo Biblio-Museale di Lecce, con il sostegno del Consiglio Regionale della Puglia, fino al 9 marzo saranno infatti in mostra “Love difference – Mar Mediterraneo” e “Labirinto”. Lavori fondamentali per la ricerca del maestro, quanto mai attuali per la loro connessione con le urgenze del nostro tempo che esplorano la complessità del Mediterraneo contemporaneo, riconoscendo nella sua storia una trama di scambi e tensioni che continua a modellare l’immaginario politico e poetico delle nostre comunità.

Il tavolo di Mar Mediterraneo, con le sue sedie provenienti da tanti Paesi del Mondo, torna come micro-parlamento di pace, lo specchio sull’acqua e l’acqua nello specchio. Il Labirinto diviene invece una coreografia di deviazioni necessarie. Al suo centro, una teca accoglie un’olla del V secolo a.C., reperto della collezione archeologica del Museo; una forma arcaica che risuona, come se il tempo fosse un’unica grande spirale che si ripiega su sé stessa, con quella del Terzo Paradiso, lascito concettuale di Michelangelo Pistoletto, invito a ricomporre natura e artificio, memoria e futuro, in un nuovo equilibrio creativo e sociale. È un incontro fertile, l’antico che si scopre contemporaneo, il contemporaneo che si riconsegna all’archeologia. Nel Mediterraneo e nelle svolte del labirinto i corpi cercano una via che è insieme attraversamento e ritorno, cura e comunità. Cammini rituali capaci di curare lo smarrimento trasformandolo in ritmo.

 

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