“Fermare la speculazione e difendere il paesaggio pugliese”. E’ l’appello di Italia Nostra
21 Giugno 2026Una sala partecipata, amministratori pubblici, associazioni ambientaliste, tecnici e rappresentanti delle istituzioni hanno dato vita oggi a Veglie al convegno promosso da Marcello Seclì di Italia Nostra Sud Salento sul tema “Utilizzo delle energie rinnovabili e compatibilità tra gli obiettivi nazionali e le specificità locali”, un confronto che ha fatto emergere con forza la crescente preoccupazione per l’assalto speculativo che sta investendo il territorio pugliese e molte altre regioni italiane.
Tra i relatori, Francesco Pratesi, Presidente del Consiglio Regionale Toscana di Italia Nostra, ha voluto portare la solidarietà di Italia Nostra Toscana a Italia Nostra Puglia e alla Sezione Sud Salento, impegnate da anni in una difficile e coraggiosa battaglia per la tutela del paesaggio e delle comunità locali.
“La Puglia è stata probabilmente la regione italiana che ha pagato il prezzo più alto a questa corsa incontrollata agli impianti industriali eolici e fotovoltaici – ha dichiarato Pratesi –. E’ doveroso che tutte le articolazioni di Italia Nostra sostengano chi da anni si trova in prima linea contro una speculazione che rischia di compromettere irreversibilmente alcuni dei paesaggi più belli del nostro Paese”.
Particolarmente significativa è stata la presenza di esponenti delle istituzioni, tra cui l’Assessore al Paesaggio della Regione Puglia, Marina Leuzzi e il Presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantini, a testimonianza della crescente attenzione che il tema sta suscitando anche negli enti pubblici.
Durante il convegno è stato evidenziato il lavoro svolto dalla Provincia di Lecce, che ha realizzato una dettagliata mappatura degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, autorizzati o in fase di progettazione. Le immagini presentate hanno restituito un quadro impressionante del livello di saturazione raggiunto dal territorio salentino, con vaste aree interessate da un vero e proprio sovraffollamento di pale e pannelli che solleva interrogativi sempre più urgenti sulla sostenibilità complessiva di tali trasformazioni. Il Presidente Tarantini ha anche evidenziato come la Puglia abbia contribuito più di ogni altra regione italiana allo sviluppo di rinnovabili e ciononostante sia ancora la ragione alla quale si chiede il sacrificio maggiore negli anni a venire.
La Presidente di Italia Nostra Puglia, Ilaria Pecoraro, ha lanciato la proposta di una moratoria di almeno sei mesi sulle nuove autorizzazioni, al fine di consentire una ricognizione completa dei procedimenti in corso e una valutazione complessiva degli effetti cumulativi degli impianti già autorizzati o in fase di approvazione.
Un forte richiamo alle responsabilità della politica è arrivato anche da Enzo Cripezzi, Presidente della LIPU Puglia e Basilicata, che ha denunciato i rischi che questa proliferazione incontrollata comporta per il patrimonio naturalistico e per l’avifauna, chiedendo alle istituzioni di assumere decisioni più prudenti e responsabili.
Nel suo intervento, Pratesi ha inoltre contestato alcune delle principali narrazioni che accompagnano la transizione energetica. In particolare ha ricordato come la produzione di pale eoliche, pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo comporti rilevanti impatti ambientali legati all’estrazione e alla raffinazione delle materie prime necessarie, processi spesso localizzati fuori dall’Europa e scarsamente considerati nel dibattito pubblico.
Pratesi ha inoltre richiamato il frequente paragone con la Spagna, spesso indicata come modello da seguire: “Si dimentica troppo spesso che la Spagna dispone di una superficie quasi doppia rispetto all’Italia e di condizioni territoriali e climatiche molto diverse. Nonostante ciò, la sua produzione da rinnovabili risulta solo moderatamente superiore a quella italiana. Pensare di replicare meccanicamente quel modello in un Paese densamente popolato e straordinariamente ricco di valori paesaggistici e culturali come l’Italia significa ignorare la realtà dei fatti”.
Il Presidente di Italia Nostra Toscana ha infine rivolto un appello alla politica nazionale e regionale affinché recuperi una visione di lungo periodo nella gestione del territorio. “L’Italia non è una superficie qualsiasi sulla quale collocare impianti industriali. È il Paese con il maggior numero di siti UNESCO al mondo e uno dei più ricchi di biodiversità d’Europa. Chi governa ha la responsabilità storica di difendere questo patrimonio irripetibile. La transizione energetica non può trasformarsi in una nuova forma di consumo del territorio. L’energia si può produrre in molti modi; il paesaggio italiano, una volta compromesso, non potrà più essere ricostruito”.
Il convegno di Veglie si è concluso con la richiesta condivisa di una pianificazione più rigorosa, trasparente e rispettosa delle specificità territoriali, nella convinzione che la tutela del paesaggio, della biodiversità e delle comunità locali debba restare un principio imprescindibile di qualsiasi politica energetica.
Francesco Pratesi
Presidente Italia Nostra Toscana


