A Portoselvaggio tornano i Teatri di Torrenova di TerramMare Teatro

A Portoselvaggio tornano i Teatri di Torrenova di TerramMare Teatro

17 Luglio 2026 Off Di Redazione

Compie quindici anni la rassegna che ogni estate trasforma la Masseria Torrenova, nel cuore del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, in un teatro a cielo aperto. Organizzata da TerramMare Teatro e sostenuta da Regione Puglia, Ministero della Cultura e Comune di Nardò, “I Teatri di Torrenova” propone cinque serate dedicate a un pubblico senza età, dagli 0 ai 99 anni: un percorso che intreccia fiabe classiche, teatro di figura, teatro d’ombre e drammaturgia contemporanea, costruito per coinvolgere famiglie e bambini in un’esperienza condivisa.

Si parte sabato 18 luglio con Hansel e Gretel di Molino D’Arte, spettacolo di figura con attori e pupazzi che rilegge la celebre fiaba aprendo spunti su identità e accoglienza.

Domenica 26 luglio è la volta de I Tre Porcellini di Granteatrino, tra pupazzi animati e musiche coinvolgenti. Mercoledì 5 agosto Silvio Gioia porta in scena BanDita, un susseguirsi di suggestioni di teatro d’ombre tra ombre cinesi e giochi di luce. Mercoledì 12 agosto TerramMare Teatro presenta Drillo, liberamente tratto da “Abbaiare stanca” di Pennac, storia di un’amicizia tra una bambina e un cane abbandonato. Chiude la rassegna, il 18 agosto, Nena di Teatro Blu, spettacolo comico-poetico sui diritti dei bambini che fa dell’immaginazione il proprio motore narrativo.

18 LUGLIO: Hansel e Gretel, Molino D’Arte (Spettacolo di figura con attori e pupazzi)

Hansel e Gretel è uno spettacolo di pupazzi e attori. La vicenda comincia nel bosco in cui i due fratelli si perdono, e sin da subito Hansel attore e Gretel pupazzo interagiscono creando una serie di gag che conducono il giovane spettatore a una vicenda che si discosta dalla fiaba che tutti conoscono. Pur mantenendo il passo della narrazione sugli elementi classici della storia e su un modo di restituirla che mantiene saldi gli elementi della fiaba, la vicenda introduce grazie al personaggio della strega contenuti e spunti di riflessione sulla ricerca della propria identità, sull’inclusione, sulla diversità e sull’accoglienza. Il linguaggio del muppet rende il personaggio prossimo alla vita del bambino, al gioco intelligente che volge verso il moto empatico e mette in atto quel gioco del parteggio per il buono o per il cattivo che in teatro esula da qualsiasi giudizio e conduce verso il senso. Una baracca che si trasforma gioca su cambi di scena e di luce che avvolgono ogni sequenza in una magia comica a misura di famiglia.

 

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