“Patto per la salute del Salento”: un tavolo congiunto con Ordine dei Medici, ASL Lecce e UniSalento

“Patto per la salute del Salento”: un tavolo congiunto con Ordine dei Medici, ASL Lecce e UniSalento

30 Luglio 2026 Off Di Redazione

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce, ASL Lecce e Università del Salento esprimono la volontà di avviare un tavolo congiunto di confronto sul progetto “Patto per la Salute del Salento”, per promuovere idee dedicate al futuro dell’assistenza sanitaria nel territorio provinciale.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di costruire uno spazio stabile di analisi, dialogo e proposta capace di coinvolgere le istituzioni sanitarie, il mondo universitario e le professioni mediche. Il tavolo avrà il compito di approfondire contenuti, obiettivi e fattibilità del progetto, individuando possibili ambiti di collaborazione e un metodo di lavoro condiviso.

Al centro del confronto saranno posti i principali cambiamenti che interessano il sistema sanitario: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, la carenza di personale, la pressione sui Pronto soccorso, le liste d’attesa e la necessità di una maggiore integrazione tra ospedale e territorio.

Il “Patto per la Salute del Salento” propone una visione della sanità fondata sulla centralità della persona, sulla sostenibilità e sulla collaborazione tra professionisti, istituzioni e comunità. Tra i temi indicati nel progetto figurano il rafforzamento dell’assistenza territoriale, lo sviluppo delle Case e degli Ospedali di Comunità, della telemedicina e dell’assistenza domiciliare, nonché una migliore integrazione delle competenze mediche e chirurgiche all’interno della rete sanitaria.

“Il Patto per la Salute del Salento vuole essere, prima di tutto, un’assunzione collettiva di responsabilità verso il futuro del nostro territorio – dichiara Antonio Giovanni De Maria, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce -. Le trasformazioni demografiche, epidemiologiche e professionali in corso richiedono una visione di lungo periodo e la capacità di superare frammentazioni e interventi episodici. Nessun soggetto può affrontare da solo questa sfida. Per questo riteniamo fondamentale aprire un tavolo con ASL Lecce e Università del Salento, nel quale mettere insieme la conoscenza quotidiana dei medici, l’esperienza organizzativa del servizio sanitario e le competenze scientifiche e formative dell’Università. Non presentiamo un modello già definito, ma una base di lavoro da esaminare e sviluppare insieme, con l’obiettivo di essere di supporto alla Regione per costruire una sanità più vicina alle persone, accessibile, integrata e sostenibile”.

“La buona sanità si costruisce anche attraverso il confronto tra istituzioni, la condivisione delle competenze e una programmazione capace di intercettare i bisogni reali delle persone per costruire risposte all’altezza della corpose domande di salute. Mettere a sistema esperienze e capacità di ricerca significa creare le condizioni per una sanità sempre più vicina ai cittadini, in grado di coniugare qualità dell’assistenza, innovazione organizzativa e sostenibilità economica. Abbiamo accolto con convinzione la proposta di avviare un tavolo congiunto con l’Ordine dei Medici e con l’Università del Salento, perché riteniamo che il dialogo, autentico e in grado di entrare nel merito, rappresenti un valore aggiunto per affrontare le sfide complesse che il nostro sistema sanitario è chiamato a sostenere” – dichiara il Direttore Generale della ASL Lecce, Gianluca Capochiani.

“L’idea di un tavolo congiunto sul Patto per la salute ha senso se insieme offriamo un apporto di competenze e professionalità – aggiunge Maria Antonietta Aiello, Rettrice dell’Università del Salento -. L’Ateneo può portare a questo confronto ciò che gli è proprio: per l’ Osservatorio della salute il contributo che immaginiamo dovrà poggiare su indicatori solidi e su un metodo scientifico condiviso, ma il ruolo strategico dell’Università è la formazione di  medici che potranno esercitare in questo territorio. E l’attivazione delle scuole di specializzazione diventa  la condizione necessaria perché quella formazione si completi nel Salento anziché altrove. Gli specializzandi sono al tempo stesso professionisti in crescita e portatori di pratiche nuove nei reparti in cui operano. È così che l’innovazione entra nei luoghi di cura — non come tecnologia calata dall’alto, ma come competenza che si forma accanto al paziente. Mettere in rete assistenza,  didattica, ricerca significa costruire un sistema che tenga insieme il presente e il futuro della salute dei salentini”.

La costituzione del tavolo rappresenterà il primo passo di un percorso di approfondimento aperto al contributo delle istituzioni e delle diverse componenti del sistema sanitario e sociale. L’intento comune è fornire alla Regione elementi utili a una programmazione basata sui bisogni reali della popolazione e su dati condivisi, valorizzando le competenze presenti nel territorio e individuando soluzioni concrete per migliorare la continuità, la prossimità e la qualità dell’assistenza.

 

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