La musica dei Pallida Cavtat e la danza di Taràn Taràn Tarantella concludono il Sei Festival
18 Agosto 2026Dopo il concerto all’alba di Ferragosto con la cantautrice Mille, con la musica dei Pallida Cavtat e con la danza Taràn Taràn Tarantella a Specchia si conclude “Venti a Sud Est”, ventesima edizione del SEI Festival.
Martedì 18 agosto alle 21:00, nell’atrio di Palazzo Risolo a Specchia, i Pallida Cavtat presenteranno dal vivo “La distanza tra noi e la riva”, album d’esordio pubblicato il 14 agosto da NOS Records con distribuzione Believe Music. Registrato, mixato e masterizzato da Marco Ancona, il disco segna il debutto della giovanissima formazione alternative rock nata nel basso Salento nell’estate del 2024. Virginia Massi (voce e basso), Lorenzo Paiano (batteria) e Alberto Ruberti (chitarre e basso) trovano nella musica una lingua comune per raccontare adolescenza, provincia, fragilità e inquietudini. Il loro alt-rock emotivo ed eclettico riflette l’esperienza di una generazione cresciuta tra internet, videogiochi, musica, cinema e relazioni sovraesposte. Batterie sincopate, chitarre abrasive e voci sospese costruiscono un paesaggio attraversato da suggestioni wave, incursioni noise e riferimenti all’alternative degli anni Novanta, nel quale disagio e tensione diventano materia espressiva.
Giovedì 20 agosto alle 21:00, sulle terrazze di Palazzo Risolo, il sipario calerà con la restituzione di “Taràn Taràn Tarantella”, laboratorio ideato da Maristella Martella e Tarantarte, realtà che nel 2026 celebra venticinque anni di ricerca, formazione e creazione intorno alla pizzica, alle tarantelle e alle culture coreutiche del Mediterraneo.
Da domenica 16 agosto, infatti, un percorso gratuito e aperto a tutte e tutti esplorerà le potenzialità espressive del corpo come strumento di connessione con memoria, paesaggio e patrimonio culturale. Prendendo spunto dall’omonimo spettacolo della compagnia, per cinque giorni le persone partecipanti attraverseranno movimento, ritmo, ascolto e improvvisazione, avvicinandosi ai gesti e alle energie delle danze del Sud Italia e dell’area mediterranea. La performance conclusiva unirà tradizione e linguaggi contemporanei, elementi popolari e ricerca teatrale, tra ritualità del tarantismo, morso simbolico della taranta e antiche forme coreutiche di Puglia, Campania, Basilicata e Calabria. Una rilettura di pizzica e tarantella come pratiche vive, ancora capaci di generare relazione, espressione e comunità.



