Ricerca, studio, viaggi e relazioni: in mostra a Lecce le opere dell’artista egiziana Heba Y. Amin

Ricerca, studio, viaggi e relazioni: in mostra a Lecce le opere dell’artista egiziana Heba Y. Amin

19 Agosto 2026 Off Di Redazione

Fino a lunedì 7 settembre, tra la Pinacoteca del Museo Castromediano e l’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, prosegue “The Future Image. Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente”, a cura di Brizia Minerva, tra i progetti vincitori del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

La mostra è la prima personale in Italia dell’artista egiziana Heba Y. Amin e presenta un corpus di opere realizzato appositamente al termine di un lungo percorso di ricerca, studio, viaggi e relazioni.

Nata al Cairo nel 1980, Heba Y. Amin affronta temi politici attraverso storie emerse dagli archivi, utilizzando film, fotografia, performance, installazione e altri linguaggi multimediali. Con un approccio speculativo e spesso satirico, mette in discussione le narrazioni della conquista, del controllo e della costruzione del potere attraverso le immagini, rileggendo in chiave critica e non eurocentrica l’eredità dell’Orientalismo. Il lavoro ha preso forma attraverso diverse fasi di residenza e approfondimento tra Lecce e Il Cairo. Nel Salento, grazie anche alla disponibilità degli eredi, Amin ha potuto accedere alle opere e all’archivio di Vincenzo Valente (Specchia, 1845 – Napoli, 1889); in Egitto ha elaborato il quadro teorico e formale dell’esposizione. Formatosi presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli, Valente si trasferì in Egitto tra il 1873 e il 1874. Al Cairo aprì uno studio, insegnò alla Scuola di Arti e Mestieri, lavorò nei palazzi e frequentò la comunità italiana della città. Accanto alla pittura sviluppò un’intensa attività di caricaturista, ritraendo cantanti dell’Opera Khediviale, musicisti e protagonisti della vita culturale cairota. Il confronto tra la sua esperienza e lo sguardo contemporaneo di Amin costituisce il nucleo centrale del percorso espositivo.

Il percorso si articola in due sedi. La Pinacoteca del Museo Castromediano, aperta dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00 con ingresso libero, accoglie una selezione di lavori di Valente, in gran parte provenienti dagli eredi e restaurati appositamente per l’occasione, affiancati da alcune nuove produzioni di Amin. L’allestimento, ospitato al terzo piano, è suddiviso nelle sezioni La formazione, Il Cairo, Tracce, documenti, fotografie e lettere e Le caricature del Cairo. Nell’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa, aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 20:00, chiusa la domenica e nei giorni festivi con ingresso libero, sono invece esposti un video-saggio inedito, una grande scultura in cartapesta, ceramiche, serie fotografiche e altri interventi realizzati dall’artista per il progetto, insieme a un’opera di Vincenzo Valente.

La ricerca di Heba Y. Ami parte dal presupposto che l’Orientalismo non sia stato semplicemente un regime di rappresentazione, ma un progetto di civiltà capace di imporsi: l’Oriente immaginato dall’Europa è diventato materialmente reale attraverso la ripetizione, l’estrazione, l’architettura, la museologia, il cinema, il militarismo, il turismo e la riproduzione tecnologica.

“Quello che per me era iniziato come uno studio sulla produzione di immagini coloniali si è evoluto in qualcosa di molto più strano: la scoperta di un meccanismo attraverso il quale l’Europa riscopre ripetutamente le proprie proiezioni” – ha sottolineato l’artista.

Foto di copertina: Raffaele Puce

 

Condividi: