Maltempo: il Salento colpito da nubifragi, allagamenti e trombe d’aria

Maltempo: il Salento colpito da nubifragi, allagamenti e trombe d’aria

10 Ottobre 2026 Off Di Redazione

La pioggia tanto attesa dopo mesi di siccità torna a bagnare i campi pugliesi, ma quando si concentra in poche ore e cade con violenza rischia di trasformarsi da risorsa in un fattore di danno per le campagne, le colture e le infrastrutture, come sta accadendo in queste ore nel Salento, colpito da nubifragi, allagamenti e trombe d’aria.

A denunciarlo è Coldiretti Puglia, sulla base degli ultimi eventi meteorologici registrati sul territorio, mentre i dati dell’European Severe Weather Database (ESWD) segnalano dal 3 al 10 ottobre 24 eventi estremi in Puglia, di cui 22 nubifragi e 2 tornado in Salento.

“Le conseguenze del maltempo sono state evidenti soprattutto in Salento – spiega Coldiretti Puglia -. Una situazione che conferma la vulnerabilità di un territorio nel quale la pioggia, fondamentale per ricaricare le riserve idriche e restituire umidità ai suoli, non riesce a tradursi automaticamente in un beneficio per l’agricoltura quando cade in maniera violenta e concentrata. Per le imprese agricole, infatti, il problema è duplice, perché da una parte c’è la necessità di recuperare la disponibilità idrica dopo periodi prolungati di siccità, che hanno pesato sulle produzioni e sui costi aziendali; dall’altra, il rischio che precipitazioni improvvise e intense provochino – aggiunge Coldiretti Puglia – ristagni, ruscellamenti, erosione del terreno e danni alle colture, senza consentire all’acqua di infiltrarsi efficacemente nel suolo. La pioggia utile è quella che cade con regolarità e viene trattenuta dal terreno, non quella che in poche ore mette in difficoltà aziende agricole, cittadini e infrastrutture. La fragilità del territorio rende indispensabile passare dalla gestione delle emergenze a una strategia strutturale di prevenzione. Occorre rafforzare la manutenzione ordinaria e straordinaria dei canali, dei corsi d’acqua e delle opere di drenaggio, rimuovendo gli ostacoli al deflusso e intervenendo sulle situazioni più esposte al rischio idraulico e idrogeologico. La manutenzione non può essere affrontata soltanto dopo gli allagamenti, ma deve diventare una priorità permanente, attraverso una programmazione coordinata tra Regione, Consorzi di bonifica, Comuni e soggetti competenti. È inoltre necessario accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche, ridurre le perdite delle reti e realizzare opere capaci di raccogliere e conservare l’acqua piovana, così da renderla disponibile nei periodi di maggiore fabbisogno agricolo. La gestione della risorsa idrica deve tenere insieme prevenzione del rischio, accumulo e riutilizzo dell’acqua, manutenzione del territorio e sostegno alle aziende che producono cibo e garantiscono la cura del paesaggio rurale. Accanto agli interventi sulle infrastrutture – spiega ancora Coldiretti – serve fermare il consumo di suolo fertile e tutelare la capacità dei terreni di assorbire le precipitazioni, l’impermeabilizzazione delle superfici, l’occupazione delle aree naturali e agricole e la mancata manutenzione del territorio aumentano la velocità con cui l’acqua defluisce in superficie, aggravando il rischio di allagamenti. Le imprese agricole rappresentano un presidio fondamentale contro il degrado del territorio, attraverso la cura dei suoli, la manutenzione del paesaggio rurale e la conservazione delle sistemazioni idraulico-agrarie. Per questo Coldiretti Puglia ritiene necessario valorizzare il ruolo degli agricoltori nella gestione del territorio, anche attraverso convenzioni con le pubbliche amministrazioni per interventi di manutenzione ambientale e idraulica, nel rispetto delle competenze e delle normative vigenti. La pioggia è una risorsa preziosa per una regione che deve fare i conti con la scarsità d’acqua, ma non può essere lasciata alla sola capacità di assorbimento di un territorio – conclude Coldiretti Puglia – sempre più esposto agli effetti degli eventi meteorologici estremi. Servono programmazione, infrastrutture efficienti e manutenzione costante, perché la prevenzione non si misura durante l’emergenza, ma nella capacità di arrivare preparati prima che il maltempo colpisca”.

 

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