Il Museo ArcheoIndustriale di Terra D’Otranto ospita la mostra fotografica “Loro non tornarono più a terra”
29 Ottobre 2026Questa sera, alle ore 18:30, il MAITO – Museo ArcheoIndustriale di Terra d’Otranto di Maglie ospita l’inaugurazione di “Loro non tornarono più a terra”, mostra fotografica di Matteo Montenero e Nicolò Nastasia.
Nato dalla collaborazione tra Fuori Fase, 34° Fuso e l’Infopoint cittadino, l’appuntamento apre FASE OFF che estenderà alla stagione invernale la programmazione di FASE – Festival di Arti Visive a Sud Est, giunto nel 2026 alla terza edizione, e aggiunge il MAITO alle sedi di Otranto e Porto Badisco.
L’obiettivo è dare continuità alla ricerca visiva e una nuova collocazione alle esposizioni, riutilizzando opere e materiali di allestimento. Negli spazi dell’ex conceria, la fotografia contemporanea si confronterà così con la storia del lavoro e il patrimonio industriale locale.
Realizzato nell’ottobre 2025 con il supporto dello staff e dei partner di WeWorld in Tunisia, il percorso espositivo “Loro non tornarono più a terra” racconta la vita nelle regioni interne del Paese, tra Sidi Bouzid e Kébili, dove la disoccupazione giovanile e la precarietà del lavoro agricolo limitano le prospettive di autonomia. Matteo Montenero e Nicolò Nastasia si ispirano al mito dei Sette Dormienti, condiviso dalla tradizione cristiana e islamica, per descrivere l’attesa di una generazione che fatica a costruire il proprio futuro. Le fotografie attraversano i palmeti delle oasi e i laboratori in cui si tessono i tappeti margoum, seguendo il lavoro nei campi, le attività artigianali e le forme di organizzazione delle comunità. Tra queste, la cooperativa Val ’Oasis, impegnata nella partecipazione delle donne e nella valorizzazione delle risorse locali. Il racconto documentario si intreccia con la dimensione simbolica del sonno e della sospensione, soffermandosi sul rapporto tra le condizioni materiali e le aspirazioni dei giovani. La possibilità di partire, il legame con i luoghi d’origine e il desiderio di tornare sono al centro della ricerca dei due autori.



