Papa Caliazzu entra nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia

Papa Caliazzu entra nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia

31 Ottobre 2026 Off Di Redazione

La tradizione orale e teatrale dei culacchi di Papa Caliazzu entra ufficialmente nell’Inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia. Con la determinazione dirigenziale n. 427 del 27 ottobre 2026, la Regione Puglia ha approvato con esito positivo la candidatura presentata dall’Associazione di Promozione Sociale “Tina Lambrini – Casa Comi”, riconoscendo “Papa Caliazzu – La tradizione orale e teatrale dei culacchi di Papa Caliazzu di Lucugnano” nella sottosezione dedicata alle narrazioni popolari, ai racconti e all’aneddotica di tradizione orale.

Un riconoscimento importante, che restituisce attenzione e valore a una delle figure più celebri dell’immaginario popolare salentino. Papa Caliazzu, pur profondamente legato a Lucugnano, appartiene infatti a un patrimonio narrativo che attraversa l’intero Salento e si estende anche oltre i suoi confini. I suoi culacchi, racconti popolari caratterizzati da ironia, arguzia, paradossi e una particolare capacità di rappresentare vizi, virtù e contraddizioni della società, sono stati tramandati per generazioni attraverso la parola, il dialetto e le rappresentazioni teatrali.

La notorietà del personaggio, la diffusione dei suoi racconti e la loro capacità di attraversare il tempo testimoniano il valore di una tradizione che non può essere circoscritta a una sola comunità. Lucugnano ne rappresenta un riferimento identitario fondamentale, ma Papa Caliazzu appartiene alla memoria collettiva di un territorio ben più vasto, nel quale continua a essere conosciuto e raccontato.

Per l’Associazione “Tina Lambrini – Casa Comi”, il risultato rappresenta una tappa significativa di un percorso di ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale portato avanti negli anni attraverso iniziative capaci di coinvolgere direttamente il territorio e la sua comunità.

La sfida ora sarà quella di trasformare il riconoscimento istituzionale in un’opportunità concreta di salvaguardia e valorizzazione, affinché la tradizione di Papa Caliazzu non venga soltanto conservata come testimonianza del passato, ma continui a vivere, evolversi ed essere raccontata.

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