Galatina, dal Palazzo di cristallo alle porte chiuse: la promessa mancata
1 Novembre 2026Nel 2022, durante la campagna elettorale, Fabio Vergine prometteva che se fosse diventato sindaco il Comune si sarebbe trasformato in un Palazzo di cristallo, nel quale ogni cittadino avrebbe dovuto sentirsi a casa. Era un’immagine forte: trasparenza, accoglienza, prossimità tra l’amministrazione e la comunità.
Vergine è effettivamente diventato sindaco e, a distanza di quasi cinque anni, quella promessa appare ormai lontana. Oggi si accede – anzi, meglio dire non si accede – a Palazzo Civico se non attraverso un “filtro” poco rispettoso dei cittadini. E negli ultimi tempi è ben visibile un cartello: “Ingresso consentito solo su appuntamento”, con la parola “solo” sottolineata in nero e “appuntamento” evidenziata in rosso.
Il palazzo di cristallo è sparito. È rimasta la cruda realtà di un’amministrazione chiusa e restia a ricevere i cittadini con le loro esigenze.
Una Pubblica Amministrazione non è soltanto un luogo dove si svolgono pratiche: è il punto di riferimento della comunità. Il Palazzo comunale deve essere percepito come una casa aperta, nella quale il cittadino si sente benvenuto, ascoltato e considerato. Un cartello, da solo, non definisce la qualità di un’amministrazione. Però comunica un atteggiamento. E quando l’accento cade su “solo” e “appuntamento”, con evidenze che sembrano più un divieto che un’indicazione, il segnale che si trasmette è quello di una Casa comunale sempre meno accessibile.
La “casa di cristallo” non si costruisce con divieti evidenziati in rosso. Si costruisce con trasparenza, disponibilità, chiarezza nelle procedure e attenzione reale verso chi si rivolge agli uffici comunali.
Chi si reca in Comune spesso lo fa perché ha un bisogno concreto: un documento, un’informazione, un problema da risolvere, una pratica da seguire. Non è un intruso. Non è un numero. È un cittadino che ha diritto a un servizio pubblico efficiente, chiaro e accogliente.
Naturalmente servono regole, orari e organizzazione. Ma l’organizzazione non deve trasformarsi in una barriera. Se servono appuntamenti, devono essere facili da ottenere, chiari nelle modalità e accompagnati da alternative concrete per chi ha difficoltà digitali, urgenze o necessità particolari.
Un’amministrazione moderna non misura la propria efficienza nella capacità di tenere lontani i cittadini, ma nella capacità di accoglierli e rispondere loro.
Non chiedo di rinunciare alle regole. Chiedo che le regole siano pensate per facilitare i cittadini, non per allontanarli. Chiedo che Palazzo Civico torni a essere ciò che dovrebbe essere: la casa della comunità, non un luogo in cui l’accesso sembra un favore concesso.
Perché una casa di cristallo non si riconosce dai cartelli che mette alle porte. Si riconosce dalla capacità di far sentire ogni cittadino a casa propria.
Dott.ssa Loredana Tundo
Consigliera comunale Lista CON – Galatina


