A Galatina l’esperimento collettivo “Di mano in mano – Quaderno viaggiatore”

A Galatina l’esperimento collettivo “Di mano in mano – Quaderno viaggiatore”

12 Febbraio 2026 Off Di Redazione

Nelle settimane che hanno preceduto e accompagnato il Natale, a Galatina è accaduto qualcosa di inaspettato. Senza grandi annunci ufficiali e senza firme dichiarate, cinquanta quaderni bianchi sono comparsi in diversi angoli della città con un invito semplice: scrivere un pensiero e rimetterli in circolo.

È nato così “Di mano in mano – Quaderno viaggiatore”, un esperimento collettivo che ha trasformato un oggetto quotidiano in un filo invisibile tra le persone, capace di attraversare relazioni, generazioni e luoghi della città. Chi trovava il quaderno poteva aggiungere una frase, un disegno, una confessione, un desiderio, e poi affidarlo a qualcun altro. Il tutto in modo libero, anche anonimo.

Nel periodo natalizio l’iniziativa è stata accolta con un entusiasmo sorprendente. I quaderni erano ovunque: sulle panchine, nei vicoli, nei bar, nei luoghi simbolici della città. Sui social si è creato un vero e proprio gioco di avvistamento, tag, condivisioni e passaggi di mano. Le pagine pubblicate hanno raccontato storie intime, riflessioni profonde, ironia, rabbia, amore. Un racconto corale che ha mostrato quanto una comunità possa attivarsi quando le si offre uno spazio di espressione autentica.

L’obiettivo dichiarato nelle prime pagine dei quaderni è semplice ma ambizioso: unire, incoraggiare la condivisione, abbattere la solitudine e scoprire cosa accade quando una città intera scrive insieme.

Oggi il progetto entra nella sua fase conclusiva. Molti quaderni sono già tornati, ma altri sono ancora in circolazione. Per questo è stato lanciato un ultimo appello alla cittadinanza: chiunque sia in possesso di un quaderno è invitato a riportarlo il prima possibile presso uno dei punti di raccolta indicati — Caffè Lenee (Teatro Tartaro), Caty Bar e Oasi Bar.

Per ringraziare chi contribuirà alla restituzione, è prevista una piccola ricompensa simbolica: caffè e cornetto offerto dai bar aderenti all’iniziativa.

Resta ancora un elemento di mistero attorno a “Di mano in mano”: non è stato reso noto chi abbia ideato e promosso il progetto, né cosa accadrà una volta che tutti i quaderni saranno rientrati. Proprio questa assenza di firma ha contribuito a mantenere alta la curiosità e a far sì che l’attenzione restasse concentrata sull’esperienza collettiva più che sui suoi organizzatori. Ora la città è chiamata a compiere l’ultimo gesto necessario: far tornare a casa i quaderni per permettere all’esperimento di giungere a compimento e scoprire quale forma prenderà il racconto nato dalle mani dei galatinesi.

 

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