Il Trauma Center del “Vito Fazzi” di Lecce un corso all’avanguardia per medici ed infermieri
6 Aprile 2026Il Trauma Center del “Vito Fazzi” di Lecce organizza dal 9 all’11 aprile un corso all’avanguardia per medici ed infermieri impegnati nella gestione del Trauma Maggiore in Shock Room.
Nel mese di novembre 2025 è stata avviata la fase sperimentale del progetto Trauma Center con due Shock Room situate nella piastra di emergenza dell’Ospedale Vito Fazzi, al centro del Pronto Soccorso (piano zero del DEA), con accesso diretto da parte del 118 e vicino alle sale radiologiche. È un luogo dotato delle più avanzate tecnologie e dedicato al trattamento esclusivo del Trauma Maggiore, ovvero di quel complesso quadro clinico caratterizzato da lesioni spesso multiple ed evolutive, che pongono il paziente ad immediato o potenziale rischio di vita.
Nel Trauma Center – coordinato dalla dott.ssa Marianna Madia – lavora un’equipe multidisciplinare di specialisti che, attraverso l’attuazione e la condivisione di protocolli rigorosi, puntuali e settati sulle Linee guida nazionali e internazionali, si dedica al trattamento del Trauma Maggiore.
Il 100% dei Traumi giunti nella Shock Room è stato preceduto da chiamata diretta da parte della Centrale operativa del 118 al numero dedicato al Percorso Trauma del Rianimatore Trauma Leader. Nel 80% dei casi il tempo di stazionamento in Shock Room, necessario per effettuare una valutazione primaria (identificazione e trattamento di lesioni ad immediato rischio di vita) ed una valutazione secondaria (esame testa-piede per l’identificazione di lesioni a potenziale rischio di vita), è stato uguale o inferiore ai 20 minuti. Inoltre, dopo i primi 30 giorni di attivazione del Percorso, si è assistito a un ulteriore miglioramento nella gestione dei tempi: nel 60% dei casi il tempo di Shock Room è stato inferiore ai 15 minuti. Dalle principali Società di Categoria (nazionali ed internazionali), viene ritenuto virtuoso un tempo di Shock Room inferiore o uguale a 30 min. Questo dato è il risultato di una procedura e di una comunicazione standardizzata e rigorosa che consente, tramite il pre-alert del 118, di ottenere le informazioni necessarie per attivare il Trauma Team nei modi e nei tempi corretti. Questo processo, definito di “anticipazione”, è fondamentale nel trattamento del Trauma Maggiore e consente di ridurre notevolmente i tempi di intervento, oltre che di indirizzare meglio la fase di diagnostica e di trattamento.
Anche il tempo per la diagnostica di II livello nel 70% dei casi è risultato inferiore o uguale a 20 minuti. Grazie al processo di anticipazione, di fatto, si è potuto avvisare per tempo il Radiologo (membro del Trauma Team) e far sì che la Sala Tac risultasse pronta ad accogliere il Trauma. Infine, sul totale dei traumi giunti presso le Shock Room del Trauma Center del Fazzi, 42 pazienti (28%) ha necessitato di ricovero presso il Reparto di Rianimazione. La mortalità intraospedaliera a 30 giorni, in questo sottogruppo di pazienti è stata del 10% (4 pazienti).
“La patologia Traumatica richiede una risposta, da parte degli Operatori Sanitari, rapida, organizzata e precisa. L’ottimizzazione degli esiti clinici nel paziente politraumatizzato dipende strettamente dalla capacità del Trauma Team di operare come un’unica squadra coordinata. In quest’ottica, la formazione continua non è solo un valore aggiunto, ma una necessità strategica per standardizzare procedure e protocolli di lavoro, abbattendo la variabilità nelle cure e garantendo interventi rapidi ed efficaci” – ha dichiarato la dott.ssa Marianna Madia.
Il Corso ETC (European Trauma Course) di IRC – ERC per medici ed infermieri impegnati nella gestione del Trauma Maggiore in Shock Room si terrà nel Centro di simulazione didattica avanzata dell’Unisalento presso il P.O. Vito Fazzi. È un Corso di Livello Europeo che viene svolto per la prima volta nel sud della Puglia, destinato a un numero limitato di partecipanti, che coinvolge il personale medico ed infermieristico del Trauma Center del P.O. V. Fazzi, tenuto da esperti medici in tema di Trauma Maggiore provenienti da Bologna, Padova e Trento.



