“La Fòcara – Radici di fuoco”, oltre 40 eventi per la festa di Sant’Antonio Abate

“La Fòcara – Radici di fuoco”, oltre 40 eventi per la festa di Sant’Antonio Abate

6 Gennaio 2026 Off Di Redazione

Novoli ha radici di fuoco. La grandiosa Fòcara dedicata al patrono sant’Antonio Abate è uno dei più grandi falò rituali tradizionali del mondo. Vero e proprio monumento d’arte e artigianalità contadina, unico per dimensioni – 20 metri di altezza per 20 di diametro – e perché interamente in legno naturale, con oltre 30mila fascine di tralci di vite (sarmenti) abilmente poste una sull’altra, ogni anno, da oltre trecento, cresce, brucia e svanisce, diventando cenere, simbolo di rigenerazione. Attorno a questo maestoso fuoco la comunità novolese e salentina aggiorna le proprie memorie e costruzioni del futuro, anche quest’anno con un programma di appuntamenti civili e religiosi, di approfondimento e intrattenimento, tra devozione e semplice ritualità, costruiti attorno all’evento centrale, cioè l’attesa accensione della grande Fòcara, come sempre prevista nella serata del 16 gennaio, giorno della vigilia della festa. Quest’anno sono due novolesi, da decenni attivi nel mondo della produzione artistica sulla scena internazionale, Mirko Piro e Dalila Arnesano, a firmare la cerimonia del fuoco: un’innovativa e spettacolare performance che vedrà, tra gli altri, ospite internazionale la cantante britannica di origine salentina Carly Alison Hopkinson (in arte, Carly Paoli).

Intanto, nel piccolo comune salentino a nord di Lecce, la grande Festa di Sant’Antonio Abate 2026, prende il via oggi, con l’intronizzazione del santo, cioè il posizionamento del simulacro sull’altare maggiore della Chiesa di Sant’Antonio. Realizzata da Comune di Novoli, Comitato Festa Sant’Antonio Abate e Parrocchia Sant’Antonio Abate, con il patrocinio ed il sostegno del Ministero del Turismo, e con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Puglia Culture e Puglia Promozione, la festa de La Fòcara – Radici di fuoco prosegue fino al 25 gennaio, con ospiti come la storica band dei Negrita, la voce salentina nel mondo, Antonio Castrignanò e special guest Don Rico e Puccia: è una lunga rassegna di oltre 40 appuntamenti, tra devozione, ritualità, tradizione, cultura, arte, musica e spettacolo, per raccontare la storia di una comunità che da secoli custodisce, tramanda e fa rivivere in un rito collettivo la grande devozione al santo protettore del fuoco e degli animali.

Il programma, firmato quest’anno dal direttore artistico Giacomo Fronzi, ha come proprio filo conduttore il fuoco, che accende processi di rinnovamento e di rigenerazione.

San Francesco, del quale ricorrono gli 800 anni dalla morte, è protagonista il 7 gennaio al Teatro comunale, con il concerto-spettacolo La spada e l’incanto, con Fabrizio Saccomanno e Massimo Donno, e il giorno successivo, nel talk “Laudato si’, mi Signore, per frate Focu”.

Il 9 gennaio, al Museo del Fuoco, la riflessione si sposta sull’identità del territorio con Novoli e la sua storia, incontro che vede protagonisti studiosi e operatori culturali e che si conclude con la proiezione del docufilm Nòule. Racconti di Radici, scritto da Antonio Bacca, prodotto e diretto da Daniele Raho. Il 10 gennaio Le fiamme dell’Autopia Festival, incontro dedicato all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.

Ampio spazio è riservato alle arti visive e performative. L’11 gennaio si inaugurano le mostre Rosso Fuoco Rubedo, a cura di Gianni De Serio e Massimo Nardi, e Il legno si risveglia, promossa da Cletus-Rete Cultura Legno d’Ulivo, che trasformano il fuoco e la materia in strumenti di riflessione simbolica e rigenerativa. In serata va in scena Deserti. Il bene nel male, spettacolo ideato e diretto da Rossano Giuppa, con Fabrizio Nigro, Carlo Maria Spinelli, Pietro Monaco, Francesco Del Prete, Dalila Spagnolo e il coro Viri Cantores.

La musica prosegue nei giorni successivi con S’i’ fosse foco. Omaggio a Fabrizio De André del pianista Scipione Sangiovanni (12 gennaio), con A Mimmo. Omaggio a Domenico Modugno, spettacolo di teatro-canzone di e con Pino Ingrosso, con la partecipazione di Gino Cesaria e Daniela Guercia (14 gennaio), e con Musica per la pace (15 gennaio), con Gloria Giurgola, Samuele e Alessandro Cananà e Giacomo Fronzi.

Tra i protagonisti della Fòcara 2026 anche Derrick de Kerckhove: allievo di Marshall McLuhan, è considerato uno dei sociologi più importanti al mondo, padre della cosiddetta “teoria dell’intelligenza connettiva”. Sarà ospite d’eccezione della conferenza del 15 gennaio “Uomini e fuochi” e tra i destinatari del titolo di “Ambasciatore del fuoco”. La sua partecipazione si inserisce pienamente nel percorso di riflessione proposto dalla Fòcara 2026, offrendo uno sguardo di respiro internazionale sui processi di trasformazione culturale e collettiva, in dialogo con i temi del fuoco, della comunità e della rigenerazione.

La festa si scopre anche in bocca, attraverso una serie di appuntamenti legati alla tradizione gastronomica, ai cibi popolari che comunemente si ritrovavano e si ritrovano ancora sulle tavole dei novolesi e non solo. Tra questi certamente gli “gnocculi”, appena inseriti nell’Elenco Regionale dei PAT-Prodotti Agroalimentari Tradizionali, grazie al progetto “QBO – Qualità Biodiversità Origine”, che verrà presentato il 13 gennaio, alle ore 11.30 presso l’ex Mercato coperto.

La Fòcara 2026 si conferma così non solo come una delle più importanti celebrazioni rituali del Sud Italia, ma come un vero laboratorio culturale, in cui artisti, studiosi e comunità contribuiscono a costruire una visione condivisa tra memoria e futuro.

 

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