Ricordi, aneddoti, storia e canzoni. Al Fondo Verri “Ma di Lecce Lecce?” di Pierpaolo Lala

Ricordi, aneddoti, storia e canzoni. Al Fondo Verri “Ma di Lecce Lecce?” di Pierpaolo Lala

4 Gennaio 2026 Off Di Redazione

Oggi, alle 19:30, al Fondo Verri di Lecce, la venticinquesima edizione della rassegna “Le Mani e l’Ascolto” ospita “Ma di Lecce Lecce?”. Un viaggio tra ricordi, culacchi e canzoni ispirato alla guida “Lecce Adagio – dal Barocco al mare” di Pierpaolo Lala, decimo libro della collana gli adagi di Enrico Damiani Editore, curata da Teresa Monestiroli.

Gli adagi sono guide pensate sia per i turisti sia per gli abitanti e suggeriscono un cambio di ritmo e di prospettiva “per tornare a stupirsi di fronte a luoghi che spesso abitiamo distrattamente”. Per raccontare il capoluogo salentino, il giornalista e operatore culturale intreccia storia, arte, architettura, aneddoti e vita quotidiana, soffermandosi su tanti particolari per suggerire un viaggio sensoriale nei molteplici volti di una città piena di luce, che “cammina piano” ma è capace di grande energia creativa nelle sue tensioni tra lentezza e vitalità moderna, mare e pietra, dinamiche aree di rigenerazione urbana e le meraviglie del centro storico.

“La guida è un itinerario, personale e non definitivo, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia, giardino fiorito e prigione arida, futuro e nostalgia canaglia – scrive l’autore -. Scopriremo insieme la basilica di Santa Croce, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V, la fortezza più grande di Puglia. E continueremo nella città nuova, quella dei murales della 167 e dei diritti civili, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici, delle biblioteche civiche e dei musei”.

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