“Vorrei una voce”, monologo di Tindaro Granata dedicato alle canzoni di Mina
22 Novembre 2025Le canzoni di Mina come voce di libertà, sogno e riscatto: questa sera (ore 20:45) al Teatro Comunale di Novoli, per la stagione “Per un teatro umano” del progetto Teatri del Nord Salento — promosso da Factory Compagnia Transadriatica in collaborazione con BlaBlaBla — va in scena “Vorrei una voce”, scritto, diretto e interpretato da Tindaro Granata, prodotto da LAC – Lugano Arte e Cultura.
Il monologo è ispirato dall’incontro con le detenute-attrici del teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina nell’ambito del progetto Il Teatro per Sognare di D’aRteventi diretto da Daniela Ursino. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. Vorrei una voce è dedicato a coloro i quali hanno perso la capacità di farlo.
“Dopo averle incontrate, capii che erano come me, o forse io ero come loro: non sognavamo più. Guardandole mi sono sentito recluso, da me stesso, imbruttito da me stesso, impoverito da me stesso. Avevo dissipato, inconsapevolmente, quel bene prezioso che dovrebbe possedere ogni essere umano: la libertà. Proposi così di fare quello che facevo da ragazzo quando ascoltavo le canzoni di Mina: interpretavo le mie storie fantastiche con la sua voce” – sottolinea l’autore, attore e regista -. Con le detenute abbiamo messo in scena l’ultimo concerto live di Mina, tenutosi alla Bussola il 23 agosto 1978. L’idea era quella di entrare nei propri ricordi, in un proprio spazio, dove tutto sarebbe stato possibile, recuperando una femminilità annullata, la libertà di espressione della propria anima e del proprio corpo, in un luogo che, per forza di cose, tende quotidianamente ad annullare tutto questo. Ognuna di loro aveva a disposizione due canzoni di Mina e, attraverso il canto in playback, doveva trasmettere la forza e la potenza della propria storia per liberarsi da pensieri, angosce, fallimenti di una vita. Mi sono trovato, con loro, a cercare il senso di tutto quello che avevo fatto fino ad allora”.
Foto di copertina: Masiar-Pasquali



