“Chi cura merita rispetto”. Lettera aperta alla comunità salentina del presidente De Maria

“Chi cura merita rispetto”. Lettera aperta alla comunità salentina del presidente De Maria

8 Marzo 2026 Off Di Redazione

In occasione della Giornata internazionale della donna, desidero rivolgere una riflessione che riguarda non solo il ruolo delle donne nella società, ma anche il valore crescente e imprescindibile della loro presenza nella professione medica. Oggi la medicina italiana è sempre più al femminile: negli ospedali, negli ambulatori, nella medicina territoriale, nella ricerca e nella formazione universitaria, migliaia di dottoresse rappresentano una risorsa fondamentale per il nostro sistema sanitario e per la tutela della salute dei cittadini.

Le donne medico portano nella professione competenza, dedizione, capacità di ascolto e una straordinaria sensibilità umana che rafforza ogni giorno il rapporto di fiducia tra medico e paziente. Il loro contributo non è solo numericamente sempre più rilevante, ma qualitativamente essenziale per affrontare le sfide della sanità contemporanea.

Proprio per questo, in una giornata simbolica come quella dell’8 marzo, non possiamo limitarci a celebrare i progressi compiuti. Dobbiamo anche ribadire con fermezza che chi esercita la professione medica deve poter lavorare in condizioni di sicurezza, rispetto e dignità.

Purtroppo la cronaca recente ci ricorda quanto questo principio sia ancora messo in discussione. Solo negli ultimi giorni una nostra collega, una dottoressa che esercita in provincia di Lecce, è stata vittima di una grave aggressione all’interno del proprio studio da parte di un paziente che aveva sviluppato nei suoi confronti un’ossessione personale. Un episodio che colpisce e ferisce non solo la professionista coinvolta, ma l’intera comunità medica.

In questa giornata non possiamo inoltre non ricordare Maria Monteduro, figura stimata della sanità salentina, il cui impegno professionale e umano resta un esempio di dedizione alla cura e di servizio alla comunità. Il suo ricordo ci richiama ai valori più autentici della professione medica: competenza, responsabilità e profondo rispetto per la dignità della persona.

La violenza contro i sanitari, qualunque sia la sua origine – frustrazione, disagio sociale, incomprensione o, come in quest’ultimo caso, un comportamento ossessivo – rappresenta un attacco alla dignità della professione e alla sicurezza dei luoghi di cura. Gli ambulatori, gli ospedali, gli studi medici devono essere spazi di fiducia, di ascolto e di assistenza, non luoghi in cui chi cura debba temere per la propria incolumità.

A nome dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce esprimo la nostra piena solidarietà alla collega aggredita e rinnovo la più ferma condanna verso ogni forma di violenza contro i professionisti della sanità. Difendere i medici significa difendere il diritto alla salute dei cittadini.

In questa giornata dedicata alle donne vogliamo quindi rivolgere un pensiero e un ringraziamento a tutte le dottoresse che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con competenza, responsabilità e spirito di servizio. Molte di loro affrontano turni difficili, carichi di lavoro importanti e il delicato equilibrio tra vita professionale e personale, senza mai far venir meno l’attenzione verso i pazienti.

Il futuro della medicina è sempre più al femminile. È nostro dovere, come istituzioni ordinistiche e come società, garantire alle professioniste condizioni di lavoro sicure, rispettose e libere da ogni forma di discriminazione o violenza.

Celebrare l’8 marzo significa anche questo: riconoscere il valore delle donne nella medicina e ribadire con forza che chi cura merita rispetto, tutela e gratitudine.

Antonio Giovanni De Maria
Presidente
Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Provincia di Lecce

 

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