Il testo del drammaturgo Annibale Ruccello incontra l’interpretazione del Premio Ubu 2025 Valentina Picello

Il testo del drammaturgo Annibale Ruccello incontra l’interpretazione del Premio Ubu 2025 Valentina Picello

26 Marzo 2026 Off Di Redazione

Una tragedia dell’identità tra solitudine, ironia amara e lucida follia. Venerdì 27 marzo (ore 20.45) al Teatro Comunale di Novoli, per la stagione Per un teatro umano del progetto Teatri del Nord Salento promosso da Factory Compagnia Transadriatica, in scena Anna Cappelli.

Il testo del visionario drammaturgo Annibale Ruccello, uno degli autori più incisivi del teatro italiano, scomparso prematuramente nel 1986, la regia di Claudio Tolcachir, intensa e sensibile, incontra l’interpretazione di Valentina Picello, Premio Ubu 2025 come migliore attrice per il suo percorso capace di unire rigore, audacia e una profonda aderenza alla verità umana dei personaggi.

Un viaggio nell’abisso dell’anima: quello di una donna attraversata da paure e fragilità, mentre tenta di ritagliarsi uno spazio in un mondo che la giudica e la limita. Una pièce che riflette la condizione umana, sospesa tra il desiderio di autodeterminazione e la mancanza di strumenti per realizzarla. A portare in scena questo equilibrio sottile tra amara leggerezza e tensione tragica è Claudio Tolcachir, drammaturgo, regista e attore argentino, fondatore del teatro Timbre 4 di Buenos Aires. Al centro, l’interpretazione della pluripremiata Valentina Picello: un’attrice che non interpreta ma incarna. E ci travolge con una protagonista profondamente umana, fragile e contraddittorio, capace di scelte estreme. Nelle sue mani, Anna non è un mostro, ma una fame di vita.

“Un testo che indaga il ruolo della donna nel tempo: l’indipendenza, la solitudine, la prospettiva di futuro, l’assenza di mezzi e di risorse. Con un umorismo pungente e talvolta assurdo, lo spettacolo attraversa i labirinti della mente di un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni. Commovente e imbarazzante è una storia in cui ciascuno può riconoscersi: potremmo incontrarla nella nostra vita, oppure essere lei – sottolinea il regista -. Valentina, con la sua sensibilità, la sua immaginazione e la delicatezza del suo humor, restituisce un’impronta unica. Una proposta essenziale: una donna, il pubblico e la vita in mezzo. Umorismo e tragedia si intrecciano in quel sorriso doloroso che non ci lascia indifferenti”.

 

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