Festival “Discorsi Mediterranei”: storie di diritti, migrazioni e solidarietà internazionale
9 Luglio 2026Da venerdì 10 a domenica 12 luglio torna nel Capo di Leuca “Discorsi Mediterranei”, il festival dedicato ai diritti umani, alle migrazioni e alla solidarietà internazionale. Dopo la tappa di aprile a Patù, la rassegna prosegue con tre giornate tra Specchia e Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.
Promosso da Arci Cassandra Aps e Narrazioni Aps, in collaborazione con il Comune di Specchia e un ampio partenariato pubblico-privato, con la direzione di Mariangela Ciriello e Riccardo Buffelli, il festival si propone di offrire spazi di confronto su temi politici, sociali e culturali del bacino del Mediterraneo e del cosiddetto Majority World, quella parte di mondo oltre l’Occidente in cui vive la maggior parte della popolazione mettendo al centro le connessioni tra diritti, identità sociali, questioni di genere, ambiente e fenomeni migratori.
Tra gli ospiti della seconda edizione Ilan Pappé, tra i più noti intellettuali israeliani contemporanei, per l’appuntamento di chiusura Santa Maria di Leuca, Gianfranco Schiavone studioso delle migrazioni internazionali e presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà, l’attivista culturale e giornalista Espérance Hakuzwimana, l’esperta di comunicazione Grace Fainelli, il coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo Alfio Nicotra, impegnato da sempre nel movimento pacifista e Tony La Piccirella, attivista barese della Global Sumud Flotilla e molti altri.
Cuore della manifestazione sono i discorsi, conversazioni pubbliche pensate per informare, sensibilizzare e promuovere una maggiore consapevolezza sui temi affrontati, valorizzando il lavoro quotidiano di persone e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, nel contrasto alle discriminazioni e nella promozione della solidarietà tra i popoli. L’edizione 2026 si amplia con incontri di formazione e workshop, rivolti a studenti, professionisti e tutte le persone interessate ad approfondire temi di particolare rilevanza e attualità. Tra le novità anche il laboratorio politico “Mediterraneo, uno spazio politico”, un momento di confronto tra esperte ed esperti e rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni del Terzo Settore, delle ONG e delle altre organizzazioni della società civile, finalizzato alla costruzione di un manifesto condiviso sulle sfide e le prospettive del Mediterraneo contemporaneo. In programma anche un laboratorio per ragazze e ragazzi, musica e una mostra crossmediale a Palazzo Risolo che ospiterà illustrazioni, reportage e podcast, nell’ottica di contribuire a trasformare le narrazioni e dare spazio a prospettive plurali e nuovi immaginari.
Per tutta la durata del festival, al piano ammezzato di Palazzo Risolo è visitabile una mostra crossmediale che riunisce illustrazioni, reportage e podcast con l’obiettivo di contribuire a trasformare le narrazioni e dare spazio a prospettive plurali e nuovi immaginari. Alcune opere selezionate, in particolare, mirano a sensibilizzare su una delle più gravi crisi umanitarie in corso, e invitano a decolonizzare lo sguardo, decostruire stereotipi e riflettere sulle molteplici forme di discriminazione che attraversano i corpi e le storie delle persone. Un percorso tra linguaggi diversi per esplorare l’intersezionalità, ascoltare narrazioni spesso assenti dal racconto dominante e riscoprire il Mediterraneo – e il mondo – come spazio di pluralità, resistenza e possibilità.
L’esposizione comprende Unmute Gaza. Supporting the brave journalists in Gaza, il reportage “Perché partire, perché restare?”, il podcast “Dietro quella porta” dedicato ai CPR, la serie “Discorsi Mediterranei ’25. I talk in podcast” e il progetto sonoro “Tutu Akuapem Sound Archive” di Massimo Carozzi.



