“Arabesque”, il nuovo disco per il trio della salentina Elisabetta Guido

“Arabesque”, il nuovo disco per il trio della salentina Elisabetta Guido

11 Maggio 2022 0 Di Redazione

Il 20 maggio l’etichetta discografica romana Alfa Music pubblicherà il nuovo album del trio della cantante, pianista e autrice salentina jazz Elisabetta Guido, che con i musicisti milanesi Mirko Fait (sax) e Martino Vercesi (chitarra, autore degli arrangiamenti) costituisce affiatata band ormai da tempo. Special guest del disco il celebre trombettista Fabrizio Bosso.

Il lavoro si intitola “Arabesque” e contiene nove tracce –  quasi tutte composizioni firmate da Elisabetta Guido – che spaziano fra swing, ballad, samba, tango giocando con il ritmo, come è nel suo tipico stile di autrice.  Da ieri (6 maggio) è tra l’altro on line il videoclip di “That’s the matter”; girato dal regista Fabien Frigerio, è una divertente descrizione di una tipica giornata di prove dei musicisti che hanno suonato nel disco. Interpreti sono infatti Elisabetta Guido, Alessandra Zuccaro, Mirko Fait e Martino Vercesi; il video ha come location “Apres Coup”, elegante bistrot milanese che ospita anche la galleria “Arteutopia Milano”. Nelle immagini del videoclip si possono tra l’altro ammirare i dipinti dell’artista Holly Heuser, che li ha gentilmente messi a disposizione come parte della scenografia (curatori della mostra Luigi Pedrazzi e Biancanives Togliani).

Il disco verrà presentato dal vivo il 20 maggio all’“Alexanderplatz Jazz Club” di Roma, con un evento organizzato da Pina Stabile nel quale il trio di Elisabetta Guido si esibirà con Luca Garlaschelli al contrabbasso e Giorgio Vogli alla batteria; fotografo ufficiale della serata sarà lo “specialista” Roberto Cifarelli, che ha firmato anche la foto di copertina del disco e quelle del booklet.

 Il 29 maggio, invece, il progetto sarà presentato presso il Teatro Elfo Puccini di Milano – città in cui l’album è stato introdotto in anteprima al JazzMi 2021 – dove il quintetto sarà arricchito dalla presenza delle due vocalist Azzurra Buccoliero e Alessandra Zuccaro. Regista dello spettacolo sarà Fabien Frigerio, fotografo ufficiale della serata Antonio Occhiuto.

Spiega Elisabetta Guido: “Arabesque” porta avanti la linea compositiva tracciata con il mio precedente album da autrice, “The Good Storyteller” (Dodicilune), ovvero il mio desiderio di suscitare immagini nella mente di chi ascolta e il mio amore per il ritmo, che mi ha condotto nel precedente lavoro a cimentarmi anche con 5/4, 7/8 e poliritmia. Adesso, al contrario, la parola d’ordine è “semplicità”, perché questo mio ultimo lavoro è figlio dei miei stati d’animo causati dai lockdown della pandemia, periodi in cui ho sentito di voler utilizzare la scrittura musicale, come sempre avviene per me, come mezzo per ritrovare serenità e un pizzico d’allegria. Sia pur salvaguardando ovviamente le mie origini jazzistiche, come si nota dalle armonie dei brani, ricche di modulazioni e di accordi contenenti particolari tensioni descrittive dei vari stati d’animo, e dall’uso di passaggi melodici un po’ virtuosi tipici del jazz. Da questo sono nati pezzi come il samba “That’s the matter”, brano di punta dell’album da cui è stato tratto anche un videoclip, per la regia di Fabien Frigerio, in cui parte dell’effetto di cui sopra rinviene dalla condivisione del microfono con altre due cantanti. E così è nata anche la sambinha  “A casa di Cristina”, con un testo dedicato all’estate, l’ unica stagione a darci un po’ di tregua dal virus”.

Nel disco sono presenti anche brani di tutt’altra atmosfera, basati su racconti reali con i quali l’autrice dimostra ancora una volta il suo impegno sociale a favore delle donne vittime di abusi e violenze (ricordiamo “Funkattivo” del precedente album). Infatti le tracce “Non ritornerò mai più” e “Risveglio” sono dedicate all’associazione salentina “La Girandola”, diretta da Monica Antonia Agrosì, che si occupa proprio della tutela di queste donne e dei loro figli.  Un’altra novità di “Arabesque” è la presenza di un blues moderno, “Your crazy love”, che la vocalist salentina interpreta con mood simile a quello della musica popolare afroamericana, in continuità con tre singoli che ha pubblicato con il suo trio, negli ultimi due anni, contenenti arrangiamenti di Martino Vercesi fra soul e jazz.

Un discorso a parte merita la traccia “La chitarra di fiammiferi”, elaborata dal direttore d’orchestra e compositore di musica contemporanea Angelo Inglese, con il testo di Angelo Punturi ispirato da una vicenda particolare: quella, già raccontata da Elisabetta Guido via social, del padre Umberto, giovanissima promessa del blues italiano degli anni ’60 cui fu impedito di continuare la carriera nel mondo musicale; un rifiuto in nome del quale i genitori di Umberto Guido tentarono di distruggere una chitarra da lui costruita interamente con fiammiferi, piccolo capolavoro oggi debitamente restaurato.

Infine, in “Arabesque”, l’omaggio ai grandi del jazz, con l’arrangiamento di Martino Vercesi di “A wish” di Fred Hersh e Norma Winstone, e il contributo in alcuni brani di Simone Serafini al contrabbasso e Jacopo Zanette alla batteria.

 

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