Dal mondo del terzo settore salentino, alcuni riflessioni in merito alle prossime elezioni politiche

Dal mondo del terzo settore salentino, alcuni riflessioni in merito alle prossime elezioni politiche

6 Agosto 2022 0 Di Redazione

“Le elezioni politiche in questo periodo di crisi economica, energetica e ambientale non possono che farci fermare a riflettere sulla grande importanza che questo appuntamento assume. Lo è, a maggior ragione, quando nella “variegata offerta” politica del nostro paese vi è chi, davanti ai venti di guerra che hanno invaso l’Europa, ha scelto di non condannare senza se e senza ma l’aggressione russa all’Ucraina ma, al contrario, ha assunto posizioni (per così dire) dubbie, legittimando così tale invasione e indebolendo l’Italia e l’Europa nel fare fronte forte e comune a chi la guerra l’ha voluta e scatenata. Da oramai troppi anni si riscontra uno scollamento totale fra eletti e cittadinanza a causa di aspettative puntualmente disattese dai primi per la mancanza di coraggio nel tradurre in leggi o in decreti le esigenze di chi ha votato soprattutto quando si parla di allargare l’area dei diritti fondamentali nel nostro paese. Tutto questo, negli anni, ha prodotto un ampliamento drammaticamente significativo di cittadini (uno su due) che non esercitano più il loro diritto-dovere di voto come stabilito dalla nostra Costituzione e una sfiducia nei confronti della classe politica del paese confermata con il Si al referendum del 2020 per la riduzione del numero dei parlamentari. È ormai luogo comune  intendere la politica quasi come luogo dei favori, dove l’eletto diviene colui o colei che elargisce qualcosa e dove il politico non è al servizio del cittadino ma un essere superiore che dall’alto guarda gli stessi elettori che lo hanno votato. Questa trasformazione ha molte cause e un percorso di gestazione lungo 30 anni che non vogliamo affrontare in questo contesto ma ci sta a cuore chiarire, ribadire, gridare che il voto ha un ruolo rivoluzionario che deve oggi essere nuovamente compreso e ridefinito. In questo variare del rapporto elettore-eletto si sono persi i punti cardinali dell’agire politico: l’eletto è il portavoce dei bisogni espressi da chi lo elegge. E a questo vogliamo tornare, consapevoli che la perdita di valore dei partiti ha causato un vulnus alla democrazia perché oggi tutto nasce e muore sul nome della persona eletta e non sulle idee portate avanti da un gruppo politico strutturato e organizzato. Chi non è cambiato in questo lento declino della democrazia attiva e partecipata? Non sono cambiate le persone che lavorano nel sociale, che producono cultura, che nonostante crisi, mancanza di aiuti economici, vere e proprie battaglie portate avanti contro di loro, hanno continuato a credere nella solidarietà, nella memoria, nella cultura, nell’istruzione, nella lotta alla povertà, nella salvaguardia del nostro unico pianeta perché se abbiamo una possibilità di cambiare la società è solo attraverso la cultura e l’educazione alla cultura come modo di vivere. Quante volte siamo inorriditi davanti ad affermazioni aberranti che dimostravano estrema ignoranza o ancora, quante volte siamo rimasti basiti nel verificare che un grande problema ambientale non veniva recepito come tale e non si faceva nulla per porvi rimedio? Eppure nei nostri territori ci sono persone che hanno strumenti, reti, conoscenza per poter rappresentare il Salento, lontani da logiche spartitorie, inutili teatrini e interconnessioni di dubbia natura etica. Abbiamo il dovere di chiedere ai partiti del centrosinistra di ascoltare chi nel territorio salentino lavora da decenni su temi quali: inclusione sociale, giovani, cultura dal basso, agricoltura sociale, accoglienza. Abbiamo il dovere di chiedere che chi deve rappresentarci conosca le reali esigenze dei luoghi che noi come associazioni, cooperative, piccole imprese conosciamo e viviamo ogni giorno, abbiamo il dovere di chiedere di interrompere il circolo vizioso della spartizione politica legata alle intese interne ai partiti che oramai non conoscono più la realtà, abbiamo il dovere di chiedere un/una portavoce politico/a rispettoso/a del mandato offerto dagli elettori. Le previsioni elettorali che i sondaggi prospettano non sembrano dare prospettive incoraggianti per il cosiddetto campo progressista e gli incontri romani per allargare il campo della coalizione progressista sembrano contribuire a creare un ulteriore divario con i cittadini che, in numero sempre crescente, si collocano nella casella dei potenziali non votanti. Anche per questo siamo sempre più convinti che occorra cambiare schema di gioco. Da anni nel dibattito nazionale le parole d’ordine della destra-destra sono ribadite in ogni occasione, propagandando messaggi, “valori”, parole d’ordine che non sono degne di un Paese che porta ancora addosso le ferite di una visione sovranista del futuro. Crediamo però che nella società, nelle amministrazioni comunali, tra le persone, i valori costituzionali siano ancora prevalenti, il bisogno di una Italia aperta, attenta al mondo del lavoro, solidale e pronta ad ampliare il ventaglio dei diritti ci sia. Crediamo quindi che per poter affrontare questo delicato momento elettorale si possa cercare proprio nel tessuto reale del mondo progressista salentino, figure in grado di poter rappresentare in maniera specchiata, orgogliosa e forte il portato valoriale fortemente alternativo a chi immagina un Paese chiuso, ignorante, xenofobo e a tratti nostalgico. Noi, organizzazioni della società civile, non abbiamo nel nostro portato genetico la capacità tattica né abbiamo mai voluto e né vogliamo ambire a postazioni bollate come certe. Tutt’altro. Chiediamo un tavolo con il campo progressista per avviare un rapido percorso di confronto che possa portare questa parte di società ad impegnarsi con convinzione in questa tornata elettorale e, qualora si verificassero le condizioni, mettere a disposizione uomini e donne, che possano contribuire in maniera determinante all’affermazione dei valori che rappresentiamo. Non ci siamo mai tirati indietro quando c’è stato da lottare, anche in momenti difficili, non lo faremo neanche stavolta. Chiediamo però ai rappresentanti dei partiti politici di credere in questa possibilità, di aprire le porte a questo dialogo, di scommettere su questo percorso che può scrivere pagine nuove del nostro territorio”.​

Anna Caputo

Gianmarco Negri

Matteo Pagliara

Andrea Pignataro

 

 

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