De Maria (Ordine Medici): “Completare la riforma territoriale e ridisegnare la rete ospedaliera salentina”

De Maria (Ordine Medici): “Completare la riforma territoriale e ridisegnare la rete ospedaliera salentina”

1 Giugno 2026 Off Di Redazione

L’ennesima aggressione ai danni degli operatori sanitari del Dipartimento di Emergenza e Accettazione di Lecce non può essere archiviata come un semplice fatto di cronaca. È il segnale di una sofferenza strutturale che attraversa l’intero sistema sanitario e che impone scelte non più rinviabili.

Ne è convinto il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Lecce, Antonio Giovanni De Maria, che interviene nel dibattito apertosi dopo i recenti episodi di violenza verificatisi al Pronto soccorso del Dea.

“Le aggressioni contro medici, infermieri e operatori sanitari meritano una condanna senza attenuanti e richiedono interventi immediati per garantire la sicurezza di chi lavora in prima linea – afferma De Maria –, ma sarebbe un grave errore fermarsi alla sola repressione. Dobbiamo avere il coraggio di affrontare le cause che alimentano quotidianamente tensioni, disagi e sovraffollamento nei Pronto soccorso. Da anni gli ospedali sono chiamati a svolgere funzioni che dovrebbero trovare risposta sul territorio, ma non per responsabilità dei medici di medicina generale. Questo squilibrio sta mettendo a dura prova operatori e strutture e contribuisce a creare condizioni di esasperazione che, troppo spesso, sfociano in episodi di violenza”.

Per il presidente dell’Ordine la priorità è portare a compimento la riforma dell’assistenza territoriale: “Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR devono diventare finalmente una realtà concreta e funzionante. Allo stesso tempo occorre completare l’attuazione dell’Accordo integrativo regionale, rafforzando le Aggregazioni Funzionali Territoriali, la continuità assistenziale e l’emergenza territoriale. Le AFT sono fondamentali per garantire una presa in carico efficace dei pazienti cronici e fragili, assicurare continuità delle cure e intercettare i bisogni di salute prima che si trasformino in accessi impropri ai Pronto soccorso”.

Il presidente De Maria affronta senza esitazioni anche il tema dell’appropriatezza degli accessi: “È necessario introdurre il ticket per i codici verdi non seguiti da ricovero perché è cosa nota che ormai è un modo per bypassare le liste d’attesa. Il Pronto soccorso deve tornare a essere il luogo deputato alla gestione delle emergenze e delle urgenze. Non possiamo continuare ad assistere a un utilizzo improprio di servizi già sottoposti a una pressione enorme. Difendere il sistema dell’emergenza significa anche responsabilizzare l’utenza e promuovere percorsi assistenziali appropriati”.

Secondo il presidente dell’Ordine, tuttavia, la riforma del territorio da sola non basta: “La carenza di specialisti, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la difficoltà di reperire professionisti in numerose discipline impongono una revisione complessiva dell’organizzazione ospedaliera. Non è più sostenibile immaginare che ogni presidio possa offrire indistintamente tutte le prestazioni. Occorre superare modelli ormai non più adeguati alla realtà attuale”.

Da qui la proposta di ridisegnare la rete ospedaliera salentina attribuendo agli ospedali di base e di primo livello una prevalente vocazione medica oppure chirurgica. “Abbiamo bisogno di strutture specializzate nella gestione delle patologie internistiche, della geriatria, della riabilitazione e della fragilità, – precisa De Maria – capaci di alleggerire la pressione sui grandi ospedali e garantire percorsi assistenziali appropriati ai pazienti cronici. Parallelamente è necessario concentrare l’attività chirurgica programmata in poli dedicati, dotati di équipe stabili, tecnologie adeguate e volumi di attività sufficienti a garantire qualità, sicurezza e riduzione delle liste d’attesa”.

Per De Maria non si tratta di depotenziare i territori, ma di valorizzarli: “Parlare di vocazione degli ospedali non significa chiudere reparti o ridurre servizi. Significa utilizzare in modo più razionale e moderno le risorse disponibili, assegnando a ogni struttura una missione chiara e sostenibile. Un ospedale organizzato secondo le proprie competenze e dotato del personale necessario offre maggiori garanzie ai cittadini rispetto a un sistema frammentato e costantemente in affanno”.

Infine l’appello rivolto alla Regione Puglia, alla Asl di Lecce e ai nuovi vertici della sanità regionale: “È arrivato il momento di aprire un confronto serio sul futuro della sanità salentina. Il completamento della riforma territoriale e il ridisegno della rete ospedaliera rappresentano passaggi indispensabili per garantire cure sicure, ridurre le liste d’attesa, alleggerire la pressione sui Pronto soccorso e migliorare le condizioni di lavoro dei professionisti. Come Ordine dei Medici siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo a disposizione competenze, esperienza e conoscenza del territorio. Oggi servono coraggio, visione e capacità di programmazione. Non possiamo più permetterci di governare la sanità inseguendo le emergenze”.

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