Ritorna a Lecce la “Giornata Mondiale della Lingua Ellenica”
8 Febbraio 2026Ritorna a Lecce la Giornata Mondiale della Lingua Ellenica, in programma lunedì 9 febbraio presso Studium 2000, e promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento insieme alla Comunità ellenica “San Nicola di Myra” di Brindisi e all’Unione dei paesi della Grecìa salentina. Il titolo scelto per quest’anno, “φύλλων γενεή. Il mondo vegetale nella cultura greca di ogni tempo”, prende spunto dal libro VI dell’Iliade e invita a riflettere sul profondo legame tra natura e condizione umana nella civiltà greca.
Come spiega Pietro Giannini, professore emerito di Lingua e Letteratura Greca dell’Università del Salento, nel celebre episodio omerico, Diomede, eroe argivo, si sta per scontrare in battaglia con Glauco, eroe della Licia, regione dell’Asia alleata dei Troiani. Sono dunque nemici, ma Glauco è nipote di Bellerofonte, eroe greco di Corinto che, in seguito a sue personali disavventure, è emigrato nella Licia, divenendone re. Sul campo di battaglia si riconoscono legati da vincoli di ospitalità, stretti in passato dai loro rispettivi nonni, e si scambiano doni: Diomede regala le sue armi di bronzo e Glauco le sue armi d’oro. Questa circostanza rivela la profonda umanità che opera nell’Iliade accanto al fragore delle armi. Ma altrettanto umane sono le parole con cui Glauco risponde a Diomede che, prima dello scontro, gli ha chiesto a quale stirpe appartenga (vv. 145-149): “Tidide magnanimo, perché mi domandi la stirpe?/ Come stirpi di foglie (φύλλων γενεή), così le stirpi degli uomini;/ le foglie, alcune ne getta il vento a terra, altre la selva/ fiorente le nutre al tempo della primavera;/ così le stirpi degli uomini (ἀνδρῶν γενεή): nasce una, l’altra dilegua” (trad. Calzecchi Onesti).
Come risulta evidente, c’è uno stretto parallelismo tra le “stirpi” delle foglie e quelle degli uomini: il rapido decadere delle une è simbolo del rapido decadere delle altre e il destino di entrambe è simbolo della caducità della vita umana. Ciò presuppone un parallelismo tra la vita del mondo vegetale e quella degli uomini.
“Questa struttura conoscitiva – conclude Giannini – permea molta parte della visione del mondo dei Greci. La vita delle piante è uno specchio in cui i Greci riversano la loro concezione della vita non come in una illusione metaforica, ma come in un quadro conoscitivo che si basa sull’idea di stretta correlazione naturale tra la vita degli uomini e quella delle piante: i momenti di sviluppo di queste, nascita, fioritura, crescita, morte, possono trovare corrispondenza nella vita di quelli”.
Una concezione che attraversa l’intera tradizione letteraria, dall’epica alla lirica, dagli epigrammi fino alla riflessione successiva, mostrando come il mondo vegetale sia per i Greci uno specchio privilegiato della condizione umana. È proprio questa continuità di sguardo a spiegare la straordinaria vitalità del pensiero greco: una civiltà che, osservando la natura, ha saputo interrogarsi sul destino dell’uomo con lucidità, poesia e profonda umanità.
La Giornata del 9 febbraio si propone di illustrare alcuni aspetti del mondo vegetale con relazioni che ne toccano sia il valore simbolico sia quello naturalistico e pratico. Interverranno i docenti Renzo Tosi, Alessandra Manieri, Natascia Pellé, Alessandro Capone e Francesco Giannachi.
L’iniziativa, che può essere seguita anche in diretta streaming, rientra in un più ampio progetto di dialogo tra università, scuole e territorio. Infatti, per il 23 marzo prossimo, nell’auditorium del Museo Castromediano, è in programma l’evento conclusivo dedicato alla presentazione dei lavori realizzati dagli studenti che hanno partecipato numerosi da licei classici italiani, dai comprensori della Grecìa salentina e anche dall’estero, con il coinvolgimento di un liceo di Cipro. Ogni scuola partecipante è stata invitata ad approfondire, attraverso elaborati individuali o di gruppo, la presenza del mondo vegetale — dai fiori agli alberi, dai frutti alle piante sacre — nel sapere e nell’immaginario greco antico e/o moderno, analizzandone la ricorrenza come simbolo poetico, strumento conoscitivo della filosofia naturale, elemento rituale della religione o metafora nei contesti del mito, della letteratura e dell’arte. I contributi selezionati saranno valutati da una giuria di esperti presieduta da Pietro Giannini, e composta da Natascia Pellè, Katia Cataldi, Leo Luceri e Gianni Schilardi. I lavori ritenuti più significativi confluiranno nel secondo numero dei Quaderni della Giornata Mondiale della Lingua Ellenica, che sarà presentato ufficialmente in occasione dell’incontro del 23 marzo.



