L’attore Mario Perrotta porta in scena “Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino e la libertà”

L’attore Mario Perrotta porta in scena “Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino e la libertà”

23 Agosto 2026 Off Di Redazione

È Mario Perrotta, pluripremiato attore, drammaturgo e regista salentino, l’ospite di lunedì 24 agosto di “Crita. Festival delle arti”, rassegna itinerante dedicata allo spettacolo dal vivo, ideata e prodotta dalla cooperativa Ventinovenove con la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone. In Piazza Municipio a Cutrofiano, alle 21, va in scena con il suo “Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino e la libertà”.

Cuore dello spettacolo il Nano del romanzo autobiografico di Italo Calvino “La giornata d’uno scrutatore”, un personaggio cui Calvino dedica una sola pagina e di cui Perrotta immagina l’intera esistenza. Attraverso la sua storia, lo spettacolo riflette sul concetto di libertà, intrecciando le opere di Calvino con versi, musica e canzoni-teatro.

In scena un uomo, o meglio, la sua voce interiore. È la sua anima che fa spettacolo. Tra i tanti abitanti delle pagine dei romanzi di Calvino, è quello meno libero: ha un corpo, una lingua e una mente che non rispondono alla sua urgenza di dire, di agire. Oggi e solo oggi, però, ha deciso di fare spettacolo della sua esistenza, dei suoi pensieri, dei sentimenti che lo agitano. Lui, inchiodato com’è a una croce che non ha voluto, ha deciso di prendersi un’ora d’aria, un’ora e poco più di libertà. E la cerca, la libertà, tra le pagine delle opere del “signor Calvino Italo”, la racconta come sa e come può, la trasforma in versi, in musica, in parabole e collegamenti iperbolici tra un romanzo e l’altro, in canzoni-teatro sarcastiche e frenetiche e improvvisi minuetti intimi, “scalvinando” quelle opere a suo uso e consumo. Il tutto mentre accanto scorre, amaramente ironica, la sua personalissima storia d’amore, una storia impossibile per quel corpo e quella lingua incapaci di parlare.

 

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