Palazzo Bardoscia, un palazzo ed i suoi misteri

Palazzo Bardoscia, un palazzo ed i suoi misteri

21 Aprile 2021 0 Di Redazione

Viviamo un momento particolare e voglio raccontare a modo mio un luogo pieno di tante suggestioni. Un palazzo del centro storico di Galatina, uno dei tanti della famiglia Bardoscia, anche se il palazzo degli inizi del XIX secolo opera dell’architetto Emanuele Orfano, viene conosciuto in paese come ”Casa Paterna“. Il primo mistero se vogliamo è proprio il nome dato dalla gente al palazzo, forse perché nasconde segreti difficili da comprendere.

Ad un certo punto della sua storia viene abbandonato dalla famiglia e diviene un luogo leggendario. Basta un sibilo di vento entrando, un rumore, un suono, che ben presto tutto il vicinato pensa che il palazzo sia infestato da fantasmi.

Nessuno lo vuole comprare, forse proprio per questo motivo, ma cerchiamo di svelare in parte con l’aiuto di qualche foto il mistero che circonda questo luogo, ma anche la sua bellezza.

Entriamo finalmente a palazzo Bardoscia, passando tra alte colonne e una grande B sul portone in ferro che abbiamo appena varcato. Una palma ci accoglie in quello che era l’ingresso secondario del palazzo, posto sulle vecchie mura del cinquecento. Tutto è meraviglia in questo palazzo, le scale in granigliato veneziano, con un tappetto rosso ti accolgono fino alla porta in marmo con lo stemma di famiglia che fa da corona. In passato si credeva il palazzo infestato da fantasmi e per questo motivo fu abbandonato per decenni finché non divenne patrimonio del Comune di Galatina.

Superiamo anche il portone interno, un saluto fatto di ghirlande fa tanto periodo natalizio e in un angolo un fiero levriero ci osserva. Ogni stanza di questo palazzo è impreziosita da scene di caccia o vita popolare che rendono quasi vivo questo pavimento dei fratelli Peluso di Tricase, autori del pavimento della galleria Vittorio Emanuele di Milano.

Ma la cosa che colpisce è sicuramente il camino di una delle sale. Con la bocca spalancata simbolo dell’uovo cosmico e il giardino, un piccolo Eden, forse il giardino delle Esperidi, dove si vedono due bambini che si cibano dei pomi d’oro, ma non vediamo nessun serpente con cento teste a difendere il tesoro. Ma se osserviamo il cielo di questo periodo vediamo la costellazione del Serpentario o Ofiuco, creato da Era per omaggiare il Serpente ucciso da Eracle, il misterioso tredicesimo segno zodiacale.

Raimondo Rodia