“Ramondo lo scudiero”, la storia romanzata di Raimondello Orsini del Balzo

“Ramondo lo scudiero”, la storia romanzata di Raimondello Orsini del Balzo

15 Luglio 2021 0 Di Redazione

“Ramondo lo scudiero” è il titolo del romanzo d’esordio di Antonio Chirico, di recentissima pubblicazione (23 giugno 2021) ed edito da Youcanprint (484 pagine). E’ la storia di Raimondello Orsini del Balzo, fondatore della basilica di Santa Caterina d’Alessandria di Galatina, ambientata nel Regno di Napoli a cavallo tra il 1300 e il 1400.

Liberamente ispirata alla vita dello scudiero, è una storia di amori, amicizie, tradimenti, conflitti familiari e battaglie avventurose. C’è spazio anche per delle incursioni nel mondo della cavalleria teutonica e nei misteri del Santo Graal. Il tutto, sullo sfondo storico della disputa tra due re pretendenti al trono di Napoli e dello scisma d’Occidente, con una Chiesa cattolica retta contemporaneamente da due papi in conflitto tra loro. Una storia antica ma con molte curiose analogie con la contemporaneità.

Ramondello è il figlio cadetto del conte Orsini. Suo padre ha previsto per lui la carriera ecclesiastica, ma il ragazzo è innamorato perso di una fanciulla destinata a diventare contessa e non si arrende a un destino che non vuole. Trova una sponda amica in Ramondo del Balzo, fratello di sua nonna. Il pro-zio, che non ha avuto figli, gli risolve tutti i problemi designandolo suo successore. Unica condizione per ereditare le sue fortune è che Ramondello aggiunga al proprio cognome anche quello del suo benefattore. Ma le cose non vanno secondo i piani e il ragazzo si ritrova costretto a partire come scudiero per le crociate del Nord, senza nemmeno un ultimo saluto alla sua amata.

Si legge in apertura del romanzo:

“A cavallo tra il XIV e il XV secolo, l’Italia era frammentata in tanti piccoli Stati costituiti da feudi e da signorie comunali che si facevano guerra tra di loro. La povertà e l’ignoranza imperversavano. I più ricchi e fortunati erano cresciuti con gli ideali della cavalleria e dell’amor cortese, ma forse, la loro, non era propriamente una fortuna, perché il mondo stava cambiando: si veniva imponendo un clima di congiure, tradimenti e continui voltafaccia. E chi fosse rimasto fedele ai suoi principi rifiutando di adeguarsi ai tempi moderni era destinato inevitabilmente a soccombere…”.