Riqualificazione del quartiere fiera. L’ex assessore all’Urbanistica Guglielmo Stasi vuole fare chiarezza

Riqualificazione del quartiere fiera. L’ex assessore all’Urbanistica Guglielmo Stasi vuole fare chiarezza

15 Giugno 2026 Off Di Redazione

Nell’ultimo consiglio comunale si è svolto un acceso dibattito inerente l’approvazione di un progetto di fattibilità tecnico economica relativo alla realizzazione di un polo sportivo – composto di tre lotti funzionali – inserito nel più ampio progetto del cosiddetto “Polo Integrato dei Servizi” del quartiere fiera di Galatina.

In qualità di ex assessore all’Urbanistica e al fine di fare chiarezza su un argomento di grandissima rilevanza – quale è quello della riqualificazione del quartiere fiera -, sento il dovere di intervenire al riguardo, dichiarando da subito il mio intento di non voler fare inutile polemica con alcuno, ma fermo nell’intenzione di riportare ogni legittima valutazione politica fuori da quello che invece talvolta sembra un festival delle amenità o teatro delle grandi sciocchezze.

Separare cioè ciò che rientra nel campo delle considerazioni di ordine politico e quindi di scelta, da ciò che invece risponde all’oggettività fattuale di percorsi tecnici che sempre sono alla base e che sempre regimentano le trasformazioni e le opere sul territorio.

Con ordine.

Il quartiere fiera, diventato nella strategia e nella visione di questa amministrazione “Polo Integrato di Servizi”, è il fulcro di un’operazione rigenerativa che riguarda l’intera città e il suo intorno, e che si sviluppa attraverso un mosaico di azioni e di interventi a varia scala, tutti puntati a un unico obiettivo: rilanciare la città, riassegnarle il ruolo di baricentro culturale economico, sociale, turistico, infrastrutturale, nell’hinterland del Salento.

Il progetto del Polo Integrato dei Servizi risponde a questa logica, dopo aver preso atto della progressiva marginalizzazione della nostra città.

Creare dei potenti attrattori risponde a questa logica.

Pensare che questo coincida con la deprecabile pratica del consumo di suolo significa non aver capito nulla a proposito della differenza che c’è fra urbanistica dell’espansione ed urbanistica della rigenerazione urbana. In questa, il suolo viene occupato dai servizi e dagli standards – che significano sviluppo e qualità della vita di tutti, e che è cosa ben diversa dalla cementificazione per case ed opifici dei privati.

Secondo punto.

Sulle osservazioni al progetto del polo sportivo.

Inizialmente si è puntato a un progetto che prevedesse tutte le funzioni-obiettivo del Polo Integrato al massimo della loro potenzialità, come era giusto che fosse in quel momento storico-amministrativo della città, e al riguardo va detto che i progetti costituiscono da sempre un investimento, e restano tali finché non trovano concreta realizzazione; quel progetto, in quel momento storico, parlava di un polo integrato dei servizi che si voleva o si pensava di poter arrivare a realizzare… E resta come soluzione/ipotesi futura.

Tempus regit actum. Cambia il tempo, e si profila l’opportunità di aderire a un bando ministeriale per dieci milioni di euro, finalizzato alla riqualificazione di aree dismesse. Si partecipa. Il bando ministeriale, con la sua architettura costitutiva e le sue regole, induce l’amministrazione comunale di Galatina a fare un progetto ridimensionato, esclusivamente impostato su aree di proprietà – perché questo richiedeva quel bando – e quindi in piena e immediata disponibilità del Comune. Allora viene approvato un progetto di 10 milioni di euro, con un milione di euro a carico del Comune, progetto che, ovviamente, vede la necessità di comprimere tutte le funzioni previste per il Polo Integrato dei Servizi nell’ambito della proprietà comunale.

 Tempus regit actum. Passano due anni e della partecipazione al bando non si ha ancora alcun riscontro.

Quindi l’amministrazione comunale interviene in proprio, perché la priorità è quella di realizzarlo comunque il Polo Integrato. Allora si predispone un altro progetto, che consenta la compatibilità di realizzazione con l’eventuale finanziamento dei nove milioni di euro da parte del Ministero, ma che possa contemporaneamente svilupparsi autonomamente. Ecco allora che si esce fuori dall’ambito della proprietà e della disponibilità comunale, per andare a realizzare in maniera più razionale ed efficace il Polo Integrato dei Servizi per successive fasi di intervento. La delibera andata all’esame del consiglio è relativa alla prima fase, quella che richiede probabilmente un tempo maggiore per le procedure espropriative, qualora non ci fosse una composizione bonaria con i proprietari dei suoli interessati. Per questo, ciò che era stato compresso nel progetto ministeriale all’interno delle aree di proprietà comunale (area dei parcheggi dove si svolge l’attuale mercato settimanale), viene correttamente espanso secondo corretta tecnica dimensionale in un’area molto più vasta, a costituire il Polo sportivo. Contemporaneamente, si sta lavorando per la riqualificazione dei padiglioni che verrà fatta con fondi comunali nell’ambito di un secondo lotto di intervento, in progressione, e che vedrà a breve la sua cantierizzazione, per poi passare al terzo lotto, con la realizzazione dell’area dei grandi eventi.

Come detto, la visione rigenerativa che sottende a questo progetto si sostanzia nell’assunto che tutto l’ambito territoriale a nord della città di Galatina, comprese le aree che stanno al di là della strada provinciale 362 rispetto al quartiere fiera, viene riqualificato dal punto di vista urbanistico e infrastrutturale, rendendo così tale ambito territoriale un potente attrattore.

Gli operatori di settore sanno benissimo come oggi funzionano le fiere, e non si potrà mai pensare di riqualificare i padiglioni della nostra fiera sperando che da soli possano avere uno sviluppo concreto di auto gestione. Non funziona così. I padiglioni della fiera e il circuito delle mostre funzionano se sono all’interno di un’infrastruttura articolata con più funzioni, che tenga aperto e operativo l’intero quartiere per tutto l’anno, che possa differenziare la gestione e le compensazioni delle varie gestioni dei vari settori nel tempo. Che possa insomma progressivamente consentire alla fiera di ri-svilupparsi.

Terzo punto. Perché il Biolago.

Il terzo lotto del progetto Polo Sport è relativo alla realizzazione di un biolago di ultima generazione e dei relativi servizi integrativi.

La scelta scaturisce dalla volontà di creare una infrastruttura innovativa, non presente nell’hinterland salentino e pertanto in grado di polarizzare l’interesse di un bacino di utenza molto vasto. La capacità di dare accoglienza a più di 230 persone contemporaneamente determina una potenzialità aggregativa fortissima, con una valenza sociale tutt’altro che trascurabile.

Le foresterie (non gli appartamenti!) ed i blocchi-servizi previsti in coerenza del bando ministeriale costituiscono gli elementi essenziali e previsti per legge per il funzionamento di questo tipo di struttura.

Ma siamo nell’ambito di strutture di servizio alla città non di volumetrie di speculazione edilizia.

Anche questo nell’ottica di una operazione di rigenerazione urbana su aree ormai degradate che integra, come prefigurato, valori di rigenerazione sociale e di innalzamento della qualità degli spazi pubblici della città.

Guglielmo Stasi

 

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