“Senses 2026”: al MUST di Lecce si inaugura una mostra internazionale di fotografia, pittura e videoarte

“Senses 2026”: al MUST di Lecce si inaugura una mostra internazionale di fotografia, pittura e videoarte

2 Giugno 2026 Off Di Redazione

“SENSES 2026” è la mostra internazionale di fotografia, pittura, videoarte e installazione/scultura, che si terrà presso il MUST Museum di Lecce, splendida gemma del Sud Italia, in occasione della Lecce Art Week 2026, dal 5 al 28 giugno 2026.

Curata da Amaride Ferrante, Annachiara Recchia e Giulia Tassi, e coordinata da Luca Curci, fondatore e direttore di ITSLIQUID Group, quest’anno il percorso espositivo si arricchisce di uno straordinario dialogo tra ricerca contemporanea e maestria storica. Accanto alla vivace selezione di artisti internazionali, il MUST Museum ospiterà la sezione speciale “It’s Always Magic: Le icone del ’900 italiano”, con opere iconiche di figure leggendarie dell’arte italiana, tra cui Mario Schifano, Mimmo Rotella, Mimmo Paladino e Sandro Chia. Questo accostamento crea un ponte tra generazioni, mettendo la voce urgente dei creatori contemporanei in diretto dialogo con i maestri che hanno ridefinito il panorama visivo del XX secolo.

SENSES INTERNATIONAL ART FAIR esplora il corpo umano come spazio ricettivo, dove vista, tatto, udito, intuizione e memoria diventano strumenti per interpretare la realtà. Attraverso scultura, sound art, sperimentazione digitale, pittura, poesia e installazioni immersive, la mostra invita il visitatore a vivere l’arte oltre la semplice osservazione, trasformando la percezione in un’esperienza viva e intima. Tra gli artisti presenti, la scultrice ceramista Nina Malo presenta un corpus di opere profondamente legato alla percezione tattile e alla fluidità delle forme naturali. Le sue sculture, tra cui “The Whale’s Song”, “The Wave”, “Éclosion”, “Meditation” e “Listen to Silence”, nascono da un dialogo intimo tra argilla, movimento e trasformazione. Ispirate agli elementi marini e alle strutture organiche, le superfici raffinate e le linee continue evocano armonia visiva e sensibilità tattile. Le texture levigate, le cere applicate parzialmente e le sfumature di cobalto invitano il pubblico a un coinvolgimento che va oltre la vista, suggerendo una relazione sensoriale con la materia. Il suo linguaggio artistico bilancia precisione e imprevedibilità, trasformando la materia in parte attiva del processo creativo. L’artista multimediale Massimo Vito Avantaggiato presenta “Atlas of Uncertainty”, un’opera audiovisiva immersiva ispirata ai quattro elementi classici: acqua, fuoco, terra ed etere.

Attraverso una combinazione di immagini generate al computer e paesaggi sonori in continua evoluzione, Avantaggiato costruisce un ambiente sensoriale in cui l’udito diventa una porta verso l’astrazione e la riflessione spirituale. I suoni naturali si dissolvono in dimensioni acustiche immaginate, mentre le trasformazioni visive oscillano costantemente tra realtà e illusione. L’opera invita il pubblico a un’esperienza contemplativa in cui il suono viene percepito fisicamente, emotivamente e psicologicamente. All’interno della mostra, l’artista multimediale Irena Vujanovic presenterà la mostra personale intitolata “Life is Circus, Circus is Life – Pay for the ticket and blame the clown, and yet it moves”. Questo progetto immersivo rappresenta un’esplorazione multidisciplinare dell’esistenza contemporanea attraverso neo-digital art, pittura, poesia e danza. I suoi ambienti stimolano simultaneamente molteplici sensi, fondendo intensità visiva, ritmo, movimento e risonanza emotiva. Vujanovic trasforma lo spazio espositivo in un circo metaforico in cui gli spettatori diventano partecipanti, confrontandosi con caos, ironia, fragilità e resilienza. Attraverso narrazioni stratificate e dinamiche performative, l’artista crea un dialogo tra corpo fisico e corpo digitale, invitando il pubblico a riscoprire il proprio ritmo emotivo all’interno della complessità della vita contemporanea. L’artista spagnola Blanca Martí presenta “Sculpting My Universe”, una poetica indagine sul rapporto tra umanità e cosmo. Ispirata dalla natura, dall’intuizione e dalla memoria emotiva, Martí combina materia e gesto per creare opere sospese tra pittura e scultura. Acqua, sabbia, fuoco, metallo e luce diventano presenze simboliche che evocano dimensioni terrestri e spirituali. Le sue opere coinvolgono i sensi attraverso texture luminose, materiali organici e composizioni atmosferiche che invitano a una contemplazione silenziosa. Ogni lavoro diventa un paesaggio sensoriale in cui vista e percezione emotiva si fondono in un viaggio meditativo attraverso lo spazio infinito e la trasformazione interiore.

 

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