Sindaco Vergine: “Quella della minoranza non è protesta politica: è rinuncia alla responsabilità”
30 Aprile 2026Leggo con attenzione, ma senza alcuna sorpresa, le dichiarazioni dei consiglieri di minoranza. Ancora una volta si sceglie la strada più facile: quella della polemica, della fuga dall’aula e della costruzione artificiale dello scontro.
Parto da un punto chiaro. Nelle comunità locali come Galatina, il clima di conflitto permanente – spesso scivolato anche sul piano personale – non è segno di vitalità democratica, ma il sintomo di una politica che ha smarrito il senso del proprio ruolo. È questo il vero imbarbarimento: anteporre l’interesse di parte al bene collettivo.
Quando nel 2022 parlavo di pacificazione e di cambio di passo per Galatina, mi riferivo proprio a questo: ai tanti anni in cui gruppi di potere hanno fatto il gioco delle parti, fingendo contrapposizioni che in realtà erano due facce della stessa medaglia, accomunate da egoismi e interessi personalissimi. È quella stagione che abbiamo scelto di superare. Ed è evidente che non tutti hanno accettato questo cambiamento. E mai lo accetteranno.
Secondo punto. Le istituzioni non sono proprietà privata di una maggioranza o di una minoranza. In ogni contesto politico maturo, chi governa affida anche all’opposizione ruoli di garanzia, di controllo o su temi specifici. Questo non significa allargare la maggioranza, ma elevare il livello della democrazia. Chi oggi grida allo scandalo dimostra, nei fatti, di non conoscere o di non voler praticare questa cultura istituzionale.
Terzo punto, nel merito. La delega al consigliere Emanuele Mariano non è un incarico di governo e non altera alcun equilibrio politico. È una delega tecnica e tematica. Non c’è nulla di nuovo: in questa stessa consiliatura una commissione delicatissima come quella sulla sanità e sull’ospedale è stata affidata al consigliere di opposizione Antonio Antonaci. Anche allora l’opposizione scelse la via della polemica sterile. Eppure oggi i risultati di quel lavoro – le battaglie portate avanti e i traguardi raggiunti grazie all’impegno del dott. Antonaci – sono sotto gli occhi di tutti. La differenza, ancora una volta, sta tra chi lavora e chi polemizza. Tra chi mette al primo posto la crescita della nostra Città, della nostra comunità e chi invece anela solo alla “crescita” di se stesso.
Ma il punto più grave è un altro.
Oggi, con la loro assenza, i consiglieri di minoranza hanno scelto di non partecipare a decisioni fondamentali per la città. Hanno perso – deliberatamente – l’occasione di esprimersi e votare su due provvedimenti importantissimi: il Regolamento per la manomissione del suolo pubblico e il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali. Due atti concreti, che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini, delle imprese, dell’economia locale. Due atti che anche la minoranza avrebbe avuto difficoltà a non votare. Non è la prima volta che accade.
Questa non è protesta politica: è rinuncia alla responsabilità.
E tutto questo avviene mentre Galatina si trova in un momento storico decisivo. Le scelte che stiamo compiendo oggi definiranno il percorso della città per i prossimi vent’anni. Infrastrutture, servizi, sviluppo economico, qualità della vita: è su questo che si misura la serietà di una classe dirigente, non sulle sceneggiate o sui comunicati.
Noi continueremo a lavorare, assumendoci la responsabilità delle decisioni, anche difficili. Altri scelgono di sottrarsi.
Rinnovo comunque un invito, che resta aperto ma che oggi suona ancora più urgente: alzare il livello del confronto, tornare nelle sedi istituzionali, abbandonare logiche di piccolo cabotaggio politico. Perché Galatina merita di più. Molto di più.
Fabio Vergine
Sindaco di Galatina


