Xylella: gravi inadempienze degli enti pubblici nella lotta al vettore per fermare la malattia

Xylella: gravi inadempienze degli enti pubblici nella lotta al vettore per fermare la malattia

9 Maggio 2021 0 Di Redazione

Conto alla rovescia per le pratiche obbligatorie anti Xylella con gli enti pubblici come Consorzi di Bonifica, ANAS, Demanio, che hanno ancora solo poche ore di tempo per pulire strade e cigli stradali pubblici e demaniali incolti e pieni dei famigerati sputi dell’insetto vettore ‘sputacchina’ che inoculando la malattia è responsabile dell’avanzata inarrestabile della Xylella fastidiosa.

E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia che segnala le gravi inadempienze degli enti pubblici, con erbacce e sterpaglie che campeggiano senza che siano state attivate le pratiche obbligatorie di prevenzione fitosanitaria nelle aree pubbliche, mentre a Lecce in un canale del consorzio di bonifica si staglia rigoglioso addirittura un fico, a testimonianza di quanto nulla sia stato fatto per l’ennesimo anno consecutivo.
“Secondo il Piano anti Xylella 2021 predisposto dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e dall’Osservatorio fitosanitario regionale, le pratiche di prevenzione contro l’insetto vettore dovevano essere svolte dal 10 aprile al 10 maggio, ma anche questa volta, al netto delle multe che saranno comminate, è emerso tristemente quanto sia stato disatteso un impegno morale che tutta la Puglia doveva assumersi per bloccare l’infezione che rischia di azzerare la presenza dell’Olea europea in Italia e, con essa, non solo di un comparto produttivo ma di un elemento insostituibile del paesaggio rurale italiano, con un forte impatto sociale, economico e turistico che non può essere messo a carico, di impegno e di costi, dei soli agricoltori”, stigmatizza Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
Le pratiche fitosanitarie obbligatorie – incalza Coldiretti Puglia – devono essere eseguite da tutti i proprietari/conduttori di terreni agricoli e dai proprietari/gestori (privati o pubblici, compresi i comuni) delle superfici agricole non coltivate, aree a verde pubblico, bordi delle strade, canali, superfici demaniali.
“A riprova di quanto sia stato disatteso il Piano anti Xylella 2021, un imponente e rigoglioso fico di oltre 20 anni di età campeggia in un canale della bonifica a Zuddeo Minervino, ostruendolo completamente, con l’aggiunta di rifiuti di varia natura, nell’area di competenza del Consorzio di Bonifica commissariato Ugento Li Foggi, a testimonianza della evidente mancanza di opere ordinarie, anche rispetto alla grave emergenza fitosanitaria causata dalla Xylella. A nulla sono serviti i richiami continui al senso di responsabilità che non solo gli agricoltori, ma anche gli enti pubblici dovevano cogliere per il bene comune della Puglia”, tuona Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce.
Da quando è stata confermata la presenza della Xylella fastidiosa in Salento – aggiunge Coldiretti Puglia, in base alla elaborazione di dati Sian – la produzione di olio ha subito un trend negativo che rischia di diventare irreversibile, con il minimo storico di 3.979 tonnellate prodotte nell’ultima campagna 2019/2020 a Lecce, con una diminuzione dell’80%, mentre a Brindisi la produzione di olio è diminuita del 16% e del 4% in provincia di Taranto, oltre agli incalcolabili danni al paesaggio e al turismo in Puglia.
“Serve l’impegno forte di tutti gli enti pubblici e degli hobbisti – insiste il presidente Cantele – che hanno anche la possibilità di avvalersi della Legge di Orientamento per affidare le lavorazioni nelle aree pubbliche e demaniali alle imprese agricole che hanno mezzi e conoscenze del territorio tali da agire tempestivamente e efficacemente sul territorio”.
Il contagio della Xyella ha già provocato con 21 milioni di piante infette una strage di ulivi, lasciando un panorama spettrale e il danno del settore olivicolo è stato stimato per difetto in 1,6 miliardi di euro, con oltre 8mila chilometri quadrati di territorio colpito dalla fitopatologia pari al 40% del territorio regionale.
Pratiche di prevenzione fitosanitaria, monitoraggi delle piante non solo visivi e dell’insetto, campionamenti ed espianti in caso di ulivi infetti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, restano – aggiunge Coldiretti Puglia – l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità – conclude Coldiretti Puglia – sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione.