15 marzo Giornata nazionale del Fiocchetto lilla di sensibilizzazione sui disturbi dell’alimentazione

15 marzo Giornata nazionale del Fiocchetto lilla di sensibilizzazione sui disturbi dell’alimentazione

15 Marzo 2022 0 Di Redazione

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono patologie psichiatriche emergenti che si diffondono con notevole rapidità e riguardano fasce sempre più ampie di popolazione, determinando un impatto economico consistente sul Servizio Sanitario Nazionale.

Rappresentano, secondo il Global Burden of Disease (2013), la dodicesima causa di disabilità per le donne di età compresa tra i 15 e 19 anni in Paesi ad alto reddito. Sono disturbi psichiatrici gravi e complessi, potendo determinare in poco tempo condizioni fisiche e psichiche di allarme. Sono caratterizzati da un alto tasso di cronicità, mortalità e recidiva. Comportano danni alla salute psichica e fisica, oltre che al funzionamento psicosociale e compromettono in modo consistente la qualità di vita. È necessario, pertanto, elaborare e coordinare interventi preventivi, diagnostici, terapeutici e riabilitativi in Unità Operative dedicate e specializzate che, all’interno di una rete assistenziale stabile, possano garantire l’unitarietà e la continuità del percorso di cura con intensità crescente.

Il Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare della ASL Lecce, attivo dal 1998, svolge attività diagnostica, terapeutica e riabilitativa, di ricerca clinica, eziopatogenetica e dei trattamenti appropriati ed efficaci, di formazione e informazione, di prevenzione e sensibilizzazione. Per quel che riguarda l’attività clinica, gli interventi in regime ambulatoriale e di day hospital intensivo sono erogati secondo un Protocollo Integrato e Multidisciplinare originale (PIM, 1998) che consente un intervento multidimensionale, interdisciplinare e multiprofessionale integrato negli ambiti di salute fisica e nutrizionale, psicologica e psichiatrica, relazionale, sociale e culturale. Il PIM, che anticipa e rispetta quale modello clinico e organizzativo quanto riportato nelle Linee Guida Internazionali (NICE, APA), nelle Raccomandazioni dell’ISS e del MdS (2013), nel Piano della Salute L.R. n. 23 (2008-2010) e nel Regolamento n. 8 della Regione Puglia (2017), è stato elaborato a partire dal presupposto che curare significa prendere in carico non la patologia ma il soggetto che ne è portatore nella sua interezza, per sostenerlo nella guarigione dai sintomi e nell’acquisizione di una identità percorribile, di un ruolo e di una funzione sociale e culturale. Gli operatori provengono non solo da una formazione medica o psicologica ma anche da altri campi del sapere – dal mondo della sociologia, della cultura, dell’arte. Nella cura di queste malattie, infatti, non si può prescindere da un percorso di integrazione tra competenze capace di affiancare conoscenze e pratiche mobilitate a porsi il problema del disagio in tutta la sua complessità.

Ed è per questo che i Laboratori espressivi e culturali, parte integrante del percorso di cura, rivestono un’importanza straordinaria consentendo un coinvolgimento responsabile e creativo del paziente che intraprende un percorso di riscoperta del proprio sé, delle proprie potenzialità espressive e in definita della propria identità.

Negli ultimi decenni numerosi studi hanno messo in evidenza come le arti abbiano dato un contributo determinante nella prevenzione e nel trattamento delle malattie, così come nella promozione della salute e del benessere individuale e collettivo e nello sviluppo di equità e di qualità sociale. L’OMS nel 2019 ha presentato a Helsinky il rapporto “Quali sono le evidenze sul ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere?”. Il Rapporto prende in esame oltre 900 pubblicazioni afferenti all’ambito della medicina, della psicologia, dell’antropologia e delle neuroscienze. Dal rapporto si evince come le arti possano influenzare i determinanti sociali della salute, quali la coesione sociale o il superamento delle disuguaglianze, supportare lo sviluppo della prima infanzia tra cui l’acquisizione del linguaggio e delle capacità cognitive, orientare verso modelli di vita sani oltre che tutelare la salute mentale. La dimensione artistica e culturale, dunque, deve necessariamente essere tenuta in considerazione nella definizione delle politiche sanitarie, nella costruzione di politiche intersettoriali che includano salute, cultura, educazione e socialità.

In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto lilla, i Laboratori espressivi e culturali del Centro per la Cura e la Ricerca sui DA testimoniano come la poesia, la letteratura, il collage, la grafica, la fotografia, il cinema, il teatro, la danza, le arti plastiche possano essere usate come strumenti di autoanalisi, di relazione, di cambiamento o più semplicemente di sfogo, di gioco o di catarsi.

L’arte e la cultura si fanno alleati per supportare i bisogni di crescita, migliorare la capacità di intrattenere relazioni interpersonali salutari, riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, stabilire un contatto con le proprie risorse, ricercare attitudini e valorizzare vocazioni per l’acquisizione di una piena consapevolezza del proprio sé come unità fisica, intellettuale ed emozionale.

L’evento è organizzato in collaborazione con Pe(n)sa differente, Fondo Verri, Big Sur Lab, Laboratorio di danza, Associazione Madamadorè e si svolge nel ispetto delle normative anti Covid.

NOTE

La Giornata Nazionale del Fiocchetto lilla è stata promossa per la prima volta nel 2012 dall’Associazione “Mi Nutro di Vita” (Pieve Ligure – GE). L’iniziativa parte da un padre, Stefano Tavilla, che ha perso la figlia Giulia a soli 17 anni per bulimia (in lista d’attesa per ricovero in una struttura dedicata) e ricorre il 15 marzo, proprio nel giorno della sua scomparsa. Questa Giornata offre speranza a coloro che stanno ancora lottando e mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei Disturbi dell’Alimentazione: Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità, EDNOS, e tante e nuove forme ancora. In tutta Italia, in occasione di questa Giornata, vengono organizzati eventi di vario genere: convegni, presentazioni di libri, banchetti informativi, colorazioni lilla di fontane/monumenti, ecc.

Gli obiettivi della giornata sono:

  • difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un DA, combattendo informazioni distorte e/o pregiudizi; • sensibilizzare l’opinione pubblica, facendo conoscere la frequenza, le caratteristiche e le gravi conseguenze che questi disturbi possono avere per la salute fisica e psicologica di chi ne soffre; • scoraggiare il distacco e il disinteresse da parte di chi non è direttamente coinvolto dalla malattia; • accrescere la consapevolezza a livello individuale, collettivo e istituzionale del carattere di epidemia sociale che i DA stanno assumendo a livello nazionale e mondiale; • creare una rete di solidarietà verso chi è colpito da DA, personalmente o in famiglia, per combatterne il disagio relazionale e il senso di abbandono e sconfiggere l’omertà che accompagna questi disturbi.

Il Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi dell’Alimentazione, attivato nel 1998 dalla ASL Lecce all’interno del Dipartimento di salute mentale, è stato il primo Centro pubblico territoriale italiano a offrire una risposta in termini di prevenzione, diagnosi e cura integrata e multidisciplinare dei DA e oggi punto di riferimento per tantissimi pazienti del territorio pugliese e di altre regioni. La mission del Centro è quella di erogare attività diagnostica, terapeutica e riabilitativa, di ricerca clinica, eziopatogenetica e dei trattamenti appropriati ed efficaci, attività di formazione e informazione, attività di prevenzione e sensibilizzazione. È l’unico Centro dedicato ai DA della Regione Puglia a erogare interventi intensivi e multidisciplinari sia in regime ambulatoriale sia in regime di day hospital. Telefono: 0832 215697, email: disturbi.alimentari@ausl.le.it Responsabile del centro è la Dott.ssa Caterina Renna.

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