L’opera complessiva di Carmelo Bene alla vigilia del ventesimo anniversario della morte

L’opera complessiva di Carmelo Bene alla vigilia del ventesimo anniversario della morte

15 Marzo 2022 0 Di Redazione

L’opera complessiva di Carmelo Bene in tutte le sue numerose ramificazioni – teatro, cinema, letteratura, televisione, radio – costituisce un patrimonio artistico di straordinaria importanza. Alla vigilia del ventesimo anniversario della scomparsa dell’artista, avvenuta il 16 marzo 2002, la casa editrice salentina Kurumuny, in collaborazione con il Centro Studi Phoné, intraprende un nuovo percorso dedicato alla sua opera presentando una serie di pubblicazioni originali.

La nuova collana di Kurumuny, “Beniana”, diretta da Stefano Cristante e Simone Giorgino, nasce con l’intento di rinnovare il dibattito sull’opera di Carmelo Bene, aprendosi anche ai contributi delle nuove generazioni di studiosi e indagando in maniera sempre più capillare la poetica di un autore che continua ancora oggi ad affascinare e sconcertare il pubblico.
La collana è inaugurata dalla pubblicazione di due titoli. Il primo è “Nota Bene” (Kurumuny 2022, pag. 210, 16.00 euro) di Piergiorgio Giacchè, un’antologia di comunicazioni, conversazioni, articoli e appunti dedicati a Carmelo Bene dopo la sua morte, dal 2002 al 2022. È una raccolta di scritti “d’occasione” (ovvero tratti da convegni, conferenze, interviste, prefazioni e perfino programmi di sala) che nasce dall’esigenza di “vuotare il sacco” di una personale ostinazione e di una ininterrotta interrogazione. Mille domande che non si aspettano nessuna risposta “impossibile”, ma che testimoniano al contrario l’unica ricerca “possibile” che si può fare sull’arte e la parte di un genio del teatro: quella di sondare la sua alterità e rispettare la sua altezza, per poi cercare di far discendere dalla sua Eccezione le perpendicolari che accadono in ogni scena, ovvero le Regole che riguardano anche gli attori diversi da Bene e perfino gli spettatori divisi su Bene.
Altra pubblicazione per Beniana, in uscita in questi giorni, è “Dentro ‘l mal de’ fiori. Il poema impossibile di Carmelo Bene” (Kurumuny 2022, Beniana, pag. 312, 18.00 euro) di Alessio Paiano, prima lettura critica integrale, totalmente inedita, de ’l mal de’ fiori (Bompiani, 2000), ultima opera pubblicata in vita da Bene e unica prova destinata esclusivamente alla forma poetica. Un poema sotto ogni aspetto ‘eccessivo’, nel linguaggio, nel contenuto e persino nel layout editoriale, in cui prende corpo la formula ‘lorenzaccia’ del “rovinare le rovine”: è la sfida impossibile di ‘scrivere la voce’, restituendo una sconcertante polifonia che chiama a raccolta tutte le ossessioni della sua ricerca (Shakespeare, Pinocchio, l’Adelchi, Dante, Leopardi ecc.). Per comprendere l’operazione bisognerà rovesciare un assunto dello stesso Bene: come da attore non ha mai smesso di essere poeta, così da poeta non smetterà i panni dell’attore. Viene qui proposto il primo commento integrale a un capolavoro assoluto della letteratura contemporanea, una chiave di accesso per gli appassionati e gli studiosi di Bene e della poesia in genere.
Contribuisce alla valorizzazione del lascito beniano anche un altro libro in uscita in questi giorni per la collana Pensieri meridiani di Kurumuny. Si intitola “Carmelo Bene e altre eresie” (Kurumuny 2022, Pensieri meridiani, pag. 184, 15.00 euro) ed è a cura di Franco Ungaro, che ha rielaborato e arricchito i contenuti di una sessione di lavoro tenutasi novembre scorso a Copertino (Le). Il tema “Carmelo Bene e altre eresie”, nell’ambito dell’incontro seminariale “Che fare del Sud?”, ha permesso di scoprire traiettorie comuni o parallele, connessioni sorprendenti e inedite di Carmelo Bene con figure eretiche del Sud: Franco Cassano, Vittorio Bodini, Ernesto de Martino, Vittore Fiore e i tanti eretici espressi dalla cultura meridionale. Questo volume raccoglie gli stimolanti e originali interventi di Francesco Ceraolo, Franco Chiarello, Stefano De Matteis, Antonio Errico, Piergiorgio Giacchè, Simone Giorgino e Franco Vitelli. A questi si aggiungono sei interviste di Franco Ungaro a una serie di personalità il cui percorso, in forme e tempi diversi, ha incrociato quello di Carmelo Bene, aprendo un dialogo anche sull’idea di una possibile/impossibile eredità artistica. “Carmelo Bene e altre eresie” rappresenta un’“autobiografia collettiva”, una consapevolezza nuova sulle sfide culturali che attendono il Sud.

Condividi: