A Lecce la prima nazionale della trilogia poetica “Haiku mon amour”
11 Marzo 2026Il capoluogo salentino si conferma crocevia internazionale della grande letteratura. Venerdì 13 marzo, alle ore 18:00, la suggestiva cornice del Museo della Stampa, all’interno della Biblioteca Bernardini, ospiterà la prima presentazione nazionale di “Haiku mon amour”, tre volumi di assoluto rilievo pubblicati da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.
L’evento, di alto profilo istituzionale e culturale, è promosso e organizzato da Regione Puglia, Provincia di Lecce, Polo Biblio-Museale di Lecce, Puglia Culture e Biblioteca Bernardini. La serata vedrà il curatore e traduttore Diego Martina dialogare con la scrittrice e giornalista Luisa Ruggio.
La presentazione (dopo un’introduzione dedicata allo haiku, questa forma tradizionale di poesia giapponese che ha conquistato il mondo), si focalizzerà su tre pilastri editoriali che spaziano dalla lirica del più importante poeta giapponese moderno alla denuncia sociale in forma di haiku:
“Alla donna” di Tanikawa Shuntarō. Una raccolta che mette a nudo la sfera privata e sentimentale del poeta (1931-2024) e del suo legame indissolubile con la moglie Sano Yoko. Trentasei poesie che celebrano l’amore oltre i confini fisici, abbracciando il concetto giapponese di kairōdōketsu: vivere, invecchiare e restare uniti oltre la morte.
“Sogni impossibili” di Nomura Ryō. Quarta raccolta del poeta giapponese contemporaneo (1967), vincitore del Premio Poeta Emergente Eureka. Il volume è un viaggio onirico intriso di surrealismo, dove immagini fluide simili all’acqua si fondono in vortici di parole che esplorano l’inconscio.
“MIA” di Toni Piccini. Una raccolta di haiku moderni dedicata a temi di bruciante attualità: il femminicidio e la violenza di genere. Suddivisa in sette parti, l’opera racconta il dramma quotidiano delle relazioni violente, ma apre alla speranza del supporto dei Centri Antiviolenza e della rinascita di sé.
La presenza di Diego Martina, figura centrale per la mediazione culturale tra Italia e Giappone, garantisce un approfondimento filologico unico. Come sottolineato nella prefazione a Sogni impossibili, il lavoro di traduzione e cura permette di accedere a una “geografia lessicale” fatta di miraggi, vapori e sussurri, dove il tempo si ferma in un infinito presente. In Alla donna, Martina mette in luce la capacità di Tanikawa di trasformare i fatti ordinari del quotidiano in racconti fiabeschi, dove l’uomo rinasce “principe” attraverso lo sguardo dell’amata.




