Xylella: pubblicato il risultato di un nuovo studio condotto dall’Università del Salento
7 Settembre 2026Le leccete possono raccogliere l’eredità ecologica degli uliveti nel paesaggio salentino, contenendo entro 1°C l’aumento della temperatura del suolo. Là dove la Xylella fastidiosa ha cancellato gli ulivi, invece, il suolo si è già riscaldato di 2,4°C. È il risultato di uno studio dell’Università del Salento, coordinato da Irene Petrosillo, docente di Ecologia al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali, e condotto in collaborazione con il National Scientific and Technical Research Council (CONICET) dell’Argentina. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports, del gruppo Nature.
La ricerca ha analizzato gli effetti ecologici della perdita degli uliveti sul paesaggio salentino attraverso tecnologie innovative basate sull’uso di immagini satellitari. Nel territorio del Comune di Nardò, lo studio ha verificato quali aree forestali – quelle caratterizzate dai pini mediterranei o quelle a prevalenza di lecci – siano oggi in grado di eguagliare il ruolo ecologico un tempo svolto dagli uliveti. Gli uliveti, infatti, hanno avuto un ruolo cruciale nel mantenimento della biodiversità animale (erpetofauna, avifauna e insetti) e vegetale locale e hanno contribuito a stabilizzare il paesaggio rurale pugliese, mitigando gli effetti delle diverse pressioni antropiche connesse a un’agricoltura intensiva o all’urbanizzazione, svolgendo anche un ruolo di serbatoio di anidride carbonica.
L’analisi condotta in questa ricerca ha coperto l’arco temporale compreso tra il 2006 e il 2022. I dati mostrano che la lecceta riesce a eguagliare gli uliveti nel controllo dell’incremento della temperatura del suolo, mantenendolo entro 1°C. Nelle aree colpite dalla Xylella fastidiosa, al contrario, la temperatura del suolo registra oggi un aumento di 2,4°C, con effetti rilevanti anche sull’innalzamento della temperatura dell’aria.
Su queste basi, il gruppo di ricerca ha elaborato scenari di riforestazione post-Xylella dal 2023 al 2032, finalizzati a ripristinare il funzionamento ecologico del paesaggio salentino e a fronteggiare gli effetti ambientali del cambiamento climatico. In particolare, entrambe le coperture forestali potrebbero avere un effetto significativo sulla stabilizzazione della temperatura del suolo con un contributo maggiore delle leccete rispetto ai pini mediterranei. Sebbene oggi molte leccete siano anch’esse colpite da declino, il loro ruolo ecologico è associabile a quello di altri querceti della macchia mediterranea, caratterizzati da un’elevata adattabilità alle alte temperature e alle condizioni di siccità, oltre che da una notevole resistenza alla pressione degli incendi.
“La scomparsa degli uliveti non è soltanto una ferita paesaggistica ed economica: è la perdita di numerosi servizi ecosistemici, tra cui la capacità di regolare i picchi di temperatura che, per secoli, ha controllato il microclima del Salento – commenta la prof.ssa Petrosillo -. I nostri datiindicano che una riforestazione mirata può aiutare il territorio ad affrontare il cambiamento climatico. Per questo parliamo di scenari: non di un ritorno al passato, ma di un progetto per il futuro del nostro paesaggio”.



