Il Rotary Club di Galatina organizza il convegno “Le radici sacre del Salento medievale – Tra Oriente e Occidente”

Il Rotary Club di Galatina organizza il convegno “Le radici sacre del Salento medievale – Tra Oriente e Occidente”

23 Settembre 2026 Off Di Redazione

Sabato 17 ottobre, alle ore 18:30, nella Sala Celestino Contaldo del Palazzo della Cultura di Galatina, il Rotary Club Galatina Maglie Terre d’Otranto, con la partecipazione dei giovani del Rotaract, promuove il convegno “Le radici sacre del Salento medievale – Tra Oriente e Occidente”, con il sottotitolo “Cripte, abbazie e cattedrali: un viaggio tra fede, arte, storia e identità”.

L’iniziativa si inserisce nel percorso dell’Anno Rotariano “Memoria • Cura • Futuro” e nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e religioso del territorio, approfondendo il ruolo che il dialogo tra civiltà latina e bizantina ha avuto nella formazione dell’identità delle antiche Terre d’Otranto.

Alla costruzione del progetto ha offerto un contributo significativo la socia Milena Mele, presidente della Commissione Progetti e Service del Club, che ha collaborato con il presidente Antonio Bove nella definizione dell’iniziativa, nel raccordo con i relatori e nell’organizzazione complessiva del convegno. Milena Mele è anche il riferimento per gli aspetti organizzativi e gestionali dell’evento.

Cripte, abbazie e cattedrali saranno lette non soltanto come monumenti, ma come luoghi nei quali si sono stratificati secoli di fede, arte, cultura e memoria.

Il progetto prende spunto anche da una domanda più ampia: quando un luogo diventa sacro? Prima delle chiese e dei grandi edifici religiosi, il rapporto dell’uomo con grotte, pietre, acqua, luce e natura apparteneva già alle culture più antiche del Mediterraneo. Senza attribuire automaticamente origini pagane ai singoli siti, il convegno intende evocare anche questa continuità del bisogno umano di cercare spazi nei quali entrare in relazione con ciò che trascende la vita quotidiana.

E in questi luoghi non parlano soltanto le pietre. Parlano anche i simboli, gli orientamenti, la luce, le forme, i segni, i percorsi e le immagini. Elementi che, attraverso epoche e culture differenti, hanno accompagnato il modo in cui l’uomo ha cercato di dare forma al mistero e di riconoscere nello spazio una dimensione altra rispetto a quella ordinaria.

A guidare il pubblico saranno studiosi e professionisti provenienti da ambiti differenti: il prof. Francesco Danieli, teologo, storico e filosofo, con un intervento dedicato al Salento come ponte tra Oriente e Occidente; l’arch. Giancarlo De Pascalis, che leggerà cripte, abbazie e cattedrali attraverso l’architettura, il restauro e la conservazione; don Antonio Santoro, che affronterà il tema della continuità della fede nei secoli; il dott. Marco Maniglio, che condurrà il pubblico tra manoscritti, iscrizioni e scriptoria; la dott.ssa Alessandra Pignalberi, medico radiologo, che mostrerà come le moderne tecniche diagnostiche possano essere applicate allo studio e alla conservazione dei beni culturali.

“Non vogliamo soltanto raccontare monumenti ma provare a comprendere perché alcuni luoghi continuino, attraverso i secoli, a parlare alla memoria e all’identità delle comunità – sottolinea Antonio Bove, presidente del Rotary Club Galatina Maglie Terre d’Otranto –. Conoscere ciò che abbiamo ricevuto significa anche imparare a custodirlo e a trasmetterlo. Ogni luogo sacro custodisce anche un linguaggio di simboli, orientamenti, luci e segni che attraversa il tempo. Cambiano le religioni, cambiano le culture, cambiano le forme, ma resta nell’uomo il bisogno di interrogarsi su ciò che lo supera”.

Il convegno sarà soltanto la prima tappa del progetto. In una domenica successiva verrà organizzata una visita culturale guidata dal prof. Francesco Danieli a una cripta, a un’abbazia e ad altri luoghi sacri di particolare rilievo, per passare dalla conoscenza all’esperienza diretta.

“Dopo aver ascoltato la storia dei luoghi – prosegue Bove – vogliamo entrarvi, attraversarli, osservarne le pietre, gli spazi e i simboli. Prima conoscere le radici, poi attraversarle”.

La giornata si concluderà con un pranzo conviviale, unendo approfondimento culturale, conoscenza del territorio e amicizia rotariana.

L’interessante iniziativa si colloca principalmente nella Via d’Azione di Interesse Pubblico del Rotary, trasformando la valorizzazione del patrimonio in un gesto di attenzione e responsabilità verso la comunità. Perché custodire un patrimonio non significa soltanto preservare ciò che resta del passato, ma continuare a interrogarlo, comprenderlo e riconoscerlo come parte viva della propria identità.

 

 

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