A Galatina la memoria diventa digitale: la Basilica di Santa Caterina protagonista de “Il Futuro della Memoria”

A Galatina la memoria diventa digitale: la Basilica di Santa Caterina protagonista de “Il Futuro della Memoria”

30 Agosto 2026 Off Di Redazione

La memoria non è soltanto qualcosa da conservare: può diventare uno strumento per raccontare il territorio, farlo conoscere nel mondo e consegnarlo alle generazioni future. È questa l’idea alla base de “Il Futuro della Memoria”, il nuovo progetto promosso dall’Arcidiocesi di Otranto e curato dal MABO – Museo, Archivio, Biblioteca dell’Arcidiocesi di Otranto, che sarà presentato il 9 settembre, alle ore 19, nella Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina.

Dopo l’esperienza della digitalizzazione della Cattedrale di Otranto e la realizzazione dei tour virtuali a 360 gradi, il percorso intrapreso dall’Arcidiocesi compie un nuovo passo e si concentra su uno dei gioielli più importanti del patrimonio storico, artistico e religioso salentino. La Basilica di Santa Caterina, con i suoi preziosi cicli di affreschi, le architetture e la ricchezza dei dettagli iconografici, sarà infatti protagonista di un intervento di digitalizzazione ad altissima risoluzione.

L’obiettivo è quello di restituire una fotografia digitale completa e fedele del monumento, capace di documentarne ogni particolare e, nello stesso tempo, di permettere a chiunque, anche a migliaia di chilometri di distanza, di entrare virtualmente nella Basilica. Un viaggio digitale nel Salento autentico, dunque, che consentirà di superare i limiti della visita fisica e di offrire nuove possibilità di conoscenza e approfondimento.

Ma la sfida non riguarda soltanto la divulgazione. La grande quantità di immagini e dati raccolti costituirà un vero e proprio archivio digitale di elevata precisione, una risorsa destinata anche a studiosi e ricercatori di tutto il mondo. La tecnologia diventa così uno strumento al servizio della tutela, della documentazione e della conoscenza di un patrimonio che il tempo e gli agenti atmosferici rendono inevitabilmente fragile.

E Galatina sarà soltanto il punto di partenza. Il progetto nasce infatti con una prospettiva più ampia: costruire una rete digitale capace di mettere in collegamento le chiese, i beni diffusi e i luoghi di particolare valore presenti nel territorio dell’Arcidiocesi di Otranto. Una grande mappa digitale del patrimonio sacro salentino, nella quale ogni monumento possa trovare il proprio spazio e diventare parte di un racconto unitario.

Al centro di questa visione ci sarà un portale tematico multilingue, pensato come un vero e proprio hub digitale. Mappe interattive, percorsi tematici, audioguide, tour virtuali e materiali didattici saranno gli strumenti attraverso i quali il patrimonio potrà essere conosciuto e vissuto da un pubblico sempre più vasto, italiano e internazionale.

Una trasformazione che non riguarda soltanto il modo di visitare un monumento, ma anche il modo di raccontare un intero territorio. La valorizzazione digitale del patrimonio religioso e artistico può infatti diventare una leva di promozione culturale e di marketing territoriale, contribuendo a rafforzare l’identità del Salento e a intercettare nuovi flussi di turismo culturale.

La presentazione del progetto, in programma il 9 settembre nella Basilica di Santa Caterina, sarà quindi anche un momento importante per illustrare alla comunità le potenzialità dell’iniziativa e per coinvolgere possibili finanziatori, sponsor e partner. La serata prenderà il via alle 19 con la proiezione di un video introduttivo. Ad aprire l’evento sarà don Enzo Vergine, direttore del MABO. Sono previsti quindi i saluti dell’Arcivescovo Francesco Neri e di Fra Antonio Giaracuni ofm, parroco della Basilica di Santa Caterina.

A entrare nel cuore del progetto saranno successivamente il dott. Marco Stucchi e l’ing. Gabriele Filieri, che ne illustreranno caratteristiche, obiettivi e prospettive, prima della presentazione delle opportunità di sostegno e delle modalità di coinvolgimento degli sponsor. La serata si concluderà con un approfondimento artistico-spirituale dedicato agli affreschi della Basilica, affidato a Fra Salvatore Peluso ofm.

“Il Futuro della Memoria” prova così a rispondere a una domanda sempre più attuale: come conservare il patrimonio del passato rendendolo, nello stesso tempo, vivo e accessibile nel futuro? La risposta dell’Arcidiocesi di Otranto passa dalla tecnologia, ma parte dalla memoria. Quella custodita nelle pietre, negli affreschi, nelle architetture e nelle immagini di luoghi che raccontano secoli di storia e di fede. Una memoria che, attraverso il digitale, può oggi oltrepassare i confini dei monumenti e del territorio per diventare patrimonio condiviso.

Daniele G. Masciullo

 

Condividi: