Adam Smith per il futuro: a Parigi una conferenza internazionale firmata da UniSalento e Università di Chicago
10 Giugno 2026|
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Duecentocinquanta anni dopo la sua pubblicazione, “La ricchezza delle nazioni” di Adam Smith continua a interrogare il presente. Non come manuale del libero mercato — riduzione che la critica più recente ha ampiamente smontato — ma come opera di un pensatore esigente e sfaccettato, profondamente interessato alle istituzioni, alla giustizia e alle condizioni morali in cui il progresso economico diventa possibile.
È a partire da questa riscoperta che il Centro John W. Boyer dell’Università di Chicago a Parigi ospiterà, mercoledì 10 giugno, la conferenza internazionale “Adam Smith per il futuro”, organizzata in collaborazione con l’Università del Salento. Le domande al centro del convegno sono quelle che Smith non avrebbe potuto porre, ma che la sua eredità intellettuale costringe a ripensare: può il commercio essere svincolato dal capitalismo e dal dominio imperiale? La promessa di un miglioramento delle condizioni economiche regge entro i limiti ecologici dell’Antropocene? L’idea stessa di progresso può ancora essere articolata in termini smithiani, in un mondo segnato dalla disuguaglianza globale e dal collasso ecologico?
Ad aprire i lavori sarà James Robinson (Università di Chicago), Premio Nobel per le scienze economiche, con un discorso dedicato al rapporto tra Adam Smith e l’Africa. Interverranno inoltre Emma Rothschild (Università di Harvard), Paul Cheney e Steve Pincus (Università di Chicago) e Magali Bessone (Università Parigi 1 Panthéon-Sorbonne).
La conferenza sarà introdotta da Michele Bee (Università del Salento) e Jennifer Pitts.
“Smith non può essere ridotto alla formula della mano invisibile: è un autore che ha indagato le condizioni, sempre fragili, in cui miglioramento economico, libertà e fioritura umana possono sostenersi reciprocamente, e le forze ricorrenti che tendono a separarli. È l’attenzione a questa fragilità a renderlo ancora essenziale per pensare il nostro futuro” – commenta Bee.
“Adam Smith è stato un brillante critico delle ingiustizie e degli abusi di potere che caratterizzavano l’economia globale della sua epoca. Vogliamo riflettere insieme – aggiunge Pitts – su quali spunti critici possa offrirci per il nostro tempo, caratterizzato da disuguaglianze senza precedenti, polarizzazione politica e crisi climatica”.



