Al via a Lecce alla rassegna “L’assedio – Sarajevo: prima, durante e dopo”

Al via a Lecce alla rassegna “L’assedio – Sarajevo: prima, durante e dopo”

25 Giugno 2026 Off Di Redazione

Quattro serate, tre castelli del Salento, venti appuntamenti tra incontri, presentazioni, testimonianze, teatro, musica e visite guidate, e oltre trenta ospiti per tornare a guardare Sarajevo non come una pagina chiusa della storia europea, ma come una ferita ancora capace di parlare al nostro tempo.

Da oggi e sino a domenica 28 giugno, tra Lecce, Corigliano d’Otranto e Melpignano, va in scena “L’assedio | Sarajevo: prima, durante e dopo”, una rassegna dedicata alla città-simbolo del Novecento europeo e alle domande che il suo assedio continua a consegnarci. Sarajevo è stata capitale olimpica, luogo multiculturale e musicale, attraversato da lingue, religioni e appartenenze diverse; poi, per quasi quattro anni, dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, è diventata il teatro di una delle più atroci tragedie del secondo dopoguerra. Oggi quella vicenda torna come lente per leggere guerre vicine e lontane, propaganda, nazionalismi, manipolazione dei conflitti, ruolo dei media, assuefazione alla violenza, resistenza culturale e dignità della popolazione sotto assedio.

La rassegna si aprirà oggi al Castello Carlo V di Lecce, grazie alla collaborazione con Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia e Open Castle. Dalle 17:30 alle 18:30 si parte con “Dentro l’assedio”, visita guidata con Pietro Copani, direttore del Castello Carlo V, per attraversare gli spazi della fortezza e introdurre, anche attraverso la storia del luogo, il tema della manifestazione. Dalle 18:30 alle 19:00, con “Un altro assedio è possibile: 1996 – 2026”, saluti istituzionali e una breve introduzione apriranno ufficialmente questa prima edizione. Alle 19:00 il primo incontro, “Quello che le immagini non dicono. Guerra, esilio e memoria”, vedrà protagoniste Marina Lalovic, giornalista di RaiNews 24, ed Elvira Mujčić, scrittrice e traduttrice. Alle 20:30 il giornalista, scrittore ed editorialista del quotidiano Domani Gigi Riva presenterà “C’era l’amore a Sarajevo. Un romanzo dentro l’assedio” (Mondadori), in dialogo con la giornalista Sonia Pellizzari. Dopo un intervento musicale della flautista Giorgia Santoro, la serata si chiuderà alle 21:30 con “L’Occidente è morto a Gaza. Israele e Palestina: il sonno della ragione” di Randa Ghazy, edito da Solferino, intervistata da Alessandra Lupo, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia.

Venerdì 26 giugno sempre al Castello Carlo V di Lecce, dopo una nuova visita guidata si ripartirà alle 18:30 con il linguista Rocco Luigi Nichil che ripercorrerà la storia della parola assedio. Alle 19:00 poi, Elvira Mujčić, sollecitata dalle domande di Lara Gigante, e il suo “La stagione che non c’era” (Guanda). A partire dalle 20:00, l’incontro “La Jugosfera e l’Europa incompiuta” allargherà lo sguardo al presente dei Balcani e al rapporto, ancora irrisolto, tra memoria jugoslava, migrazioni, cittadinanza ed Europa. Ne discuteranno Marina Lalovic, giornalista di RaiNews 24, Ubaldo Villani Lubelli, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Governance euromediterranea delle politiche migratorie dell’Università del Salento, Massimo Vita del GUS – Gruppo umana solidarietà. Alle 21:30 infine Marta Serafini, inviata del Corriere della Sera, parlerà della “Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina” (Fuoriscena) con Gabriella Morelli, direttrice di Conversazioni sul futuro.

Sabato 27 giugno L’assedio si sposterà al Castello Volante di Corigliano d’Otranto, grazie a Comune di Corigliano d’Otranto, BigSur, Coolclub, MultiService Eco, Infopoint e Biblioteca Comunale. Dalle 17:30 alle 18:30, l’InfoPoint proporrà la visita guidata “L’assedio al Castello de’ Monti tra storia e leggenda”. Alle 19:00, con “Memorie di assedi e di approdi | Il Salento nella storia del Mediterraneo”, il tema della rassegna sarà messo in relazione con la storia lunga del Salento, terra di attraversamenti, approdi, conflitti e scambi culturali. Interverranno Francesco D’Andria, archeologo, professore emerito dell’Università del Salento e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Maristella Martella, danzatrice, coreografa e direttrice artistica di Tarantarte, Paola Moscardino, giornalista e direttrice artistica del Festival Maria Corti, e Ada Fiore, docente di filosofia e sindaca di Corigliano d’Otranto. Alle 20:00 spazio a “La lingua dell’esilio. Memoria e identità”: un incontro, moderato da Giulia Maria Falzea, autrice e operatrice culturale, con letture a cura di Andjelka Vulic, attrice ed educatrice, con Diana Bošnjak Monai (autrice, tra gli altri, del libro “Da Sarajevo con amore. Diario dall’assedio”, scritto a quattro mani con Punisa Kalezic per Besa | Muci) e Božidar Stanišić (autore, tra gli altri, di “I buchi neri di Sarajevo e altri racconti” per Bottega Errante Edizioni e “Verso il mare” per Besa | Muci). Alle 21:30, nella Sala Cavallerizza, l’autrice e attrice Roberta Biagiarelli porterà in scena “A come Srebrenica. Una storia di assedio”, che ricostruisce e fa memoria del terribile massacro che ha segnato la storia europea. Intorno al 9 luglio 1995 l’armata serbo-bosniaca attacca la Zona Protetta di Srebrenica, piccola cittadina della Bosnia Erzegovina. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio 1995, giorno in cui le unità serbo bosniache entrano in Srebrenica. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili, sepolture di vivi. Ma il massacro di 9.000 civili di quella metà di luglio del 1995 è solo l’epilogo di una storia iniziata tre anni prima, una storia di assedio. Dalle 23:00 la serata si concluderà con “Ritorno a Sarajevo”, concerto con Cesare Dell’Anna, Ekland Hasa e altri ospiti.

Domenica 28 giugno la giornata finale si terrà a Melpignano, negli spazi del Palazzo Marchesale, in collaborazione con il Comune. Dalle 17:30 alle 19:00 la visita guidata “Il giardino dietro le mura”. Alle 19:00 sarà presentato “Shooting in Sarajevo”: attraverso gli scatti del fotografo Luigi Ottani e la curatela di Roberta Biagiarelli, il progetto restituisce un punto di vista inedito sull’assedio di Sarajevo, raccontando i luoghi da cui i cecchini colpivano la città e che oggi sono tornati a essere spazi di vita quotidiana. Alle 20:00 poi Ezio Gavazzeni racconterà “I cecchini del week end. L’inchiesta sui safari umani a Sarajevo” (Paperfirst) in dialogo con la giornalista Ilaria Marinaci. Alle 21:00, infine, la rassegna si chiuderà con “La speranza disarmata | Parole e scelte contro la guerra”, incontro dedicato alle pratiche di pace, alla memoria dei conflitti e alla responsabilità civile davanti alla guerra. Interverranno Valentina Avantaggiato, sindaca di Melpignano, Federica Ferri del GUS – Gruppo umana solidarietà, Vito Alfieri Fontana, autore del libro “Ero l’uomo della guerra. La mia vita da fabbricante di armi a sminatore” (Laterza), Raffaele Gorgoni, giornalista, Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione Don Tonino Bello, e Francesco Romito, direttore della scuola di reportage narrativo Alessandro Leogrande.

 

Condividi: