Presentazione del libro “Carmelo Bene. Antropologia di una Macchina attoriale” di Piergiorgio Giacchè

Presentazione del libro “Carmelo Bene. Antropologia di una Macchina attoriale” di Piergiorgio Giacchè

25 Giugno 2026 Off Di Redazione

Dopo la doppia replica dello spettacolo La vertigine del desiderio del Circo El Grito, prosegue la stagione estiva sul Roof del Teatro Excelsior Carmelo Bene di Campi Salentina. Questa sera, alle 19:00 (ingresso libero), il progetto Teatri del Nord Salento, in collaborazione con Ama – Accademia Mediterranea dell’attore e Archivio Carmelo Bene, ospita la presentazione del libro “Carmelo Bene. Antropologia di una Macchina attoriale” di Piergiorgio Giacchè (Kurumuny edizioni). L’autore, già docente di Antropologia del teatro e dello spettacolo e di Oralità e Performance all’Università di Perugia, dialogherà con il sociologo Stefano Cristante e la storica della filosofia e ricercatrice indipendente Annalisa Presicce.

Pubblicato per la prima volta nel 1997 da Bompiani, questo «libro molto audace» di un «antropologo senza paraocchi» – come ebbe a dire lo stesso Carmelo Bene – e che ha «lasciato un segno in molti lettori, e un metodo di incontro e confronto fra l’antropologia e il teatro» – come segnala l’autore – ritorna con una nuova edizione, rivista e arricchita di un inedito. Propedeutico e illuminante per ogni studioso che si sia provato nel corpo a corpo con Bene, unendo alla raffinata analisi la sapienza di uno tra i primi antropologi del teatro contemporaneo, il volume ripercorre il processo artistico e concettuale che ha condotto alla genesi – e alla definitiva messa a punto negli anni Novanta – della «macchina attoriale», cifra dell’«impossibilità» del teatro stesso – condannato barbaricamente da Bene all’oblio – e dell’attore, liquidato a carcassa inorganica, a «vuoto» dis-abitato dalla voce. Comprendere questo espediente, teorico ancor prima d’essere praticato come «meccanica operativa», è comprendere la sostanza stessa del grande genio che è stato Carmelo Bene, ragion per cui queste pagine funzionano da grimaldello al più ostile degli accessi al suo pensiero. E difatti, se «ricominciare da zero – scrive Piergiorgio Giacchè – è l’unica e ultima possibilità per l’incontro con le opere di Bene», questo studio è allora, ancora oggi e a distanza di quasi trent’anni, pietra d’inizio per quanti intendano avvicinarsi, per la prima volta, alla straordinaria oscenità di cui è stato capace questo gigante del Novecento.

L’autore
Piergiorgio Giacchè (1946) ha condotto ricerche sulla devianza, la questione giovanile, la partecipazione politica, la politica culturale e la cultura teatrale contemporanea. È stato membro del comitato scientifico dell’International School of Theatre Anthropology diretta da Eugenio Barba (1981-1991) e presidente della fondazione L’Immemoriale di Carmelo Bene (2002-2005). Tra le sue opere: Una nuova solitudine. Vivere soli fra integrazione e liberazione (1981); Lo spettatore partecipante. Contributi per un’antropologia del teatro (1991); L’altra visione dell’altro. Un’equazione tra antropologia e teatro (2004); Ci fu una volta la sinistra (2013). Per i nostri tipi ha pubblicato Nota Bene (2022) e Bene detto Pinocchio (2024).

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