Anteprima della mostra “La macchina della luce. Vent’anni di fotografia per il cinema italiano”
11 Maggio 2026Sarà inaugurata martedì 12 maggio, negli spazi del Chiostro dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, “La macchina della luce. Vent’anni di fotografia per il cinema italiano”, l’anteprima della mostra promossa dal Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento e che per la prima volta riunirà il lavoro dei fotografi aderenti all’Associazione Nazionale Autori della Fotografia di Scena Cinematografica. L’esposizione sarà visitabile fino al 16 maggio.
Presentazione e inaugurazione sono fissate per le ore 11.00: vi prenderanno parte il professore di Cinema, Fotografia, Radio, Televisione e Media digitali dell’Università del Salento, Luca Bandirali – che ha voluto l’esposizione -; il presidente e il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, Nicola Ciracì e Nunzio Fiore, e Gianni Fiorito, presidente dell’Associazione Nazionale Autori della Fotografia di Scena Cinematografica. La stampa è invitata a partecipare.
La mostra – curata da Giovanni Fiorentino, presidente della Società Italiana per lo Studio della Fotografia – muove da una domanda semplice e radicale: che cosa vede chi fotografa un film? Non la cinepresa, non il regista, non il pubblico in sala: l’esposizione offre la prospettiva dell’occhio laterale del fotografo di scena, che opera ai margini del set e costruisce un archivio parallelo di immagini destinate alla memoria e alla promozione. In questo senso, “La macchina della luce” non è soltanto una mostra fotografica: è una riflessione sul cinema come sistema visivo e sulla fotografia come suo specchio critico.
Film come “Romulus”, “L’abbaglio”, “Io capitano”, “Pinocchio”, “Favola” e molti altri titoli del cinema italiano degli ultimi due decenni costituiscono il tessuto visivo dell’esposizione, raccontati attraverso le immagini di ventuno fotografi (di seguito elencati in ordine alfabetico): Francesca Ardau, Matteo Casilli, Francesca Cassaro, Massimiliano Cilli, Paolo Ciriello, Giuseppe D’Anna, Federica De Benedetto, Fabrizio De Blasio, Greta De Lazzaris, Floriana Di Carlo, Gianni Fiorito, Andrea Gabellone, Lucia Iuorio, Fabio Lovino, Aliocha Merker, Andrea Miconi, Lia Pasqualino, Andrea Pirrello, Azzurra Primavera, Emanuele Scarpa, Loris Zambelli.
Al centro della mostra, una tesi visiva precisa: il fotografo di scena non è un testimone passivo, ma un operatore di sguardo che si muove “dentro e fuori l’inquadratura”. È da questa distanza produttiva che nasce la fotografia di cinema: né documento né fiction, ma qualcosa di terzo, sospeso tra controllo e contingenza, tra luce artificiale e luce ambientale. «La fotografia, scrittura di luce, si mostra nel suo farsi», scrive il curatore. Espone la macchina del cinema come l’ingranaggio di un orologio: lampade, macchine da presa, microfoni, gru, cavi e rotaie. L’artificio diventa bellezza. E la bellezza, per una volta, non nasconde nulla.
Foto di copertina: Greta De Lazzaris



