Commercio di vicinato e valorizzazione delle comunità locali: prospettive e interventi

Commercio di vicinato e valorizzazione delle comunità locali: prospettive e interventi

31 Gennaio 2026 Off Di Redazione

“Il fenomeno della desertificazione commerciale non solo indebolisce la vitalità economica degli spazi urbani, ma compromette anche la qualità complessiva della vita cittadina, riducendo l’accesso dei residenti a beni e servizi essenziali”. Maurizio Maglio, Presidente di Confcommercio Lecce, si affida alla citazione di uno studio recentissimo della Confcommercio nazionale, intitolato: “Il futuro del commercio al dettaglio in Italia: tendenze e proiezioni al 2035”, per confermare l’interesse e l’attenzione con la quale le associazioni, che raggruppano i titolari delle aziende e dei negozi che colorano i centri delle città e dei paesi, seguono queste problematiche e guardano al futuro.

“Lo studio di Nomisma su ‘Reciprocità e Commercio locale’ conferma che il problema è ben lungi dall’essere risolto – continua il Presidente di Confcommercio Lecce – ed è un problema non solo economico che interessa le categorie che rappresentiamo, ma soprattutto sociale, e quindi deve interessare anche le istituzioni, soprattutto locali, in quanto si lega a tanti altri aspetti della vita di città e paesi. Vivibilità, sicurezza, servizi sono tre concetti che coinvolgono l’intera comunità e di cui si devono fare carico le istituzioni locali. E’ vero che la Puglia sta rispondendo meglio della media nazionale, nel contrasto al fenomeno della chiusura delle attività commerciali, ma non c’è stata, finora, una presa di coscienza con conseguenti misure concrete, per consolidare le presenze di negozi e attività commerciali attraverso le quali si può ancora parlare di commercio di vicinato. Questo non significa fare una campagna contro il commercio on-line, che è l’altra faccia delle attività commerciali più moderne, ma operare affinchè il panorama cittadino possa contare proprio sulle attività di vicinato, per essere vivo e dare la visibilità e la sicurezza di cui i cittadini hanno sempre più bisogno. La scomparsa dei presidi commerciali indebolisce il tessuto comunitario e contribuisce al degrado degli spazi pubblici. Per questo vogliamo guardare avanti e predisporre misure che riducano questi pericoli fino a farli scomparire. Ma c’è bisogno di misure concrete da parte di Regione e Comuni, per facilitare la permanenza delle attività commerciali e delle loro vetrine illuminate, che significano servizi di vicinato per i residenti e opportunità, caratteristiche e caratterizzanti, per i visitatori forestieri. Alcune amministrazioni comunali hanno incominciato a percorrere questa via, di concerto con i rappresentanti del commercio locale, attraverso agevolazioni o contributi che aiutino i titolari delle attività del commercio e dei servizi, a non abbandonare le vie dei centri storici soltanto alla gentrificazione e all’istituzione di case vacanze e b&B. Queste attività vanno meglio regolate per non allontanare, tra l’altro, gli abitanti dalle parti più antiche delle città, e per non alterare l’equilibrio tra attività orientate a fornire servizi ai residenti e quelle rivolte principalmente ai visitatori e ai turisti. Quindi la Confcommercio di Lecce, forte della sua maggiore rappresentanza nel settore, si fa promotrice di un incontro con le altre associazioni di categoria e le istituzioni locali, a livello comunale, provinciale e regionale, per accendere un riflettore sulle prospettive future del settore commerciale ed evitare che la desertificazione commerciale, che gli ultimi studi danno con una diminuzione del 20% delle attività fisse ed ambulanti, possa arrivare a situazioni non governabili, con conseguenze economiche e sociali di particolare gravità. Lo scenario, disegnato dallo studio di Confcommercio nazionale e proiettato fino al 2035, prevede – nella soluzione migliore – “un quadro migliorativo rispetto alle condizioni attuali, introducendo l’ipotesi di nuove politiche di rigenerazione urbana e commerciale, volte a contrastare i processi di desertificazione e a rafforzare la vitalità economica e sociale delle città. Tutto questo vale ancora di più per le aree interne delle nostre contrade, ricche di storia e di tradizioni, ma anche di accoglienza e di vicinato, in tutte le sue accezioni. Ma non ci nascondiamo che se rimandassimo gli interventi e non pensassimo anche a confermare il trend crescente del turismo verso le nostre contrade, potremmo trovarci a fare i conti con fattori che potrebbero accentuare le criticità già in atto nel sistema commerciale e ricettivo” – conclude Maglio.

 

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