Gig economy: nuova era dell’integrazione con l’app per il trasporto nei campi

Gig economy: nuova era dell’integrazione con l’app per il trasporto nei campi

31 Luglio 2021 0 Di Redazione

Nuova era dell’integrazione per i migranti extracomunitari di Casa Sankara e Borgo Mezzanone che con l’app Campo Libero, scaricabile su smartphone, beneficeranno del trasporto gratuito da e per il luogo di lavoro, una formula della gig economy per gli ex ‘invisibili’, grazie a cui saranno tagliati fuori i caporali.

E’ quanto afferma Coldiretti Foggia, in occasione della presentazione della nuova app, fortemente voluta dal comitato di gestione del CIALA-EBAT, l’ente bilaterale del lavoro di Foggia, per il trasporto dei lavoratori extracomunitari che potranno utilizzare 6 pulmini da 8 posti e 6 autobus da 28 posti che partiranno rispettivamente dall’insediamento informale di braccianti sull’ex pista di Borgo Mezzanone e dalla foresteria regionale Fortore di Casa Sankara a San Severo per raggiunge i campi dove lavorano.
“I migranti, con regolare contratto stagionale e dotati di green pass, dopo le due vaccinazioni somministrate nell’hub allestito da Coldiretti Foggia, invieranno con l’app Campo Libero la posizione del campo che devono raggiungere e da cui devono essere prelevati alla fine del turno di lavoro. E’ un ulteriore tassello di un modello di sviluppo dell’agricoltura, fonte di grandi opportunità occupazionali da realizzarsi seguendo la strada della trasparenza, della legalità e delle regole certe”, ha detto Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia.
Dai servizi alla persona all’assistenza fiscale, dal trasporto garantito per raggiungere i luoghi di lavoro alla consulenza per le buste paga, fino alle vaccinazioni a beneficio dei migranti che lavorano nei campi, Coldiretti Foggia ha strutturato un sistema di supporto e assistenza messo a regime presso Casa Sankara Ghetto Out, una best practise che va implementata e resa centrale.
La Coldiretti ricorda che in Puglia è ottenuto da mani straniere più di un quarto del Made in Italy a tavola, con oltre 38mila lavoratori stranieri che forniscono il 22,4% del totale delle giornate di lavoro, solo nella provincia di Foggia si contano oltre 973mila giornate di lavoro fornite da lavoratori stagionali stranieri, il 27,61% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.
“E’ fondamentale mettere le imprese agricole nella condizione di beneficiare realmente del contributo che i lavoratori extracomunitari possono offrire, strappandoli ad una incettabile condizioni di invisibilità, rendendo più facili e meno farraginose le domande di assunzione dei lavoratori, necessari soprattutto nei periodi di raccolta di prodotti agricoli in cui è fortemente richiesta la manodopera stagionale”, ha insistito Piccioni.
La manodopera extracomunitaria in agricoltura, nonostante il calo progressivo negli ultimi 5 anni, resta determinante in Puglia nelle coltivazioni arboree 53,8% (frutta e viticoltura) e colture orticole 17,7% (fragole, meloni, insalate, pomodori, radicchio), con i braccianti extracomunitari che hanno per quasi l’88% una occupazione stagionale e rappresentano circa il 10% dei lavoratori dipendenti regolarmente impegnati in agricoltura.
Il contributo dei lavoratori immigrati all’agricoltura pugliese è importante nella raccolta dei pomodori, degli asparagi e dei carciofi e nelle stalle sono divenuti insostituibili. In Puglia il maggior numero di extracomunitari hanno nazionalità rumena (51,18%), albanese (13,02%), bulgara (13,11%), marocchina (4,11%) e polacca (3,51%)”.
Si tratta di lavoratori che spesso da anni collaborano con le imprese agricole italiane e che ogni anno attraversano il confine per poi tornare nel proprio Paese. In questo contesto – sostiene la Coldiretti – è necessario superare il ritardo accumulato per l’emanazione del decreto flussi 2021 che dovrebbero portare nelle campagne pugliesi altri 5mila lavoratori extracomunitari ma anche le difficoltà burocratiche che ostacolano l’impiego dei lavoratori italiani in una situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici. Una esigenza che si è fatta stringente con il calendario delle raccolte – insiste Coldiretti Puglia – che si intensifica con l’avanzare dei periodi di raccolta, dopo fragole, asparagi, carciofi, ortaggi in serra, ci saranno le grandi raccolte di ciliegie, albicocche, pesche e percoche fino all’uva da tavola, con la scalarità delle diverse varietà fino a settembre.