Il “Salento Book Festival” incontra gli autori Ivan Cotroneo e Dario Stefano

Il “Salento Book Festival” incontra gli autori Ivan Cotroneo e Dario Stefano

8 Settembre 2026 Off Di Redazione

Nell’Atrio di Palazzo Gallone a Tricase, il “Salento Book Festival” incontra alle 20:00 Dario Stefano che presenta il libro “Vino & Turismo. Teoria e Pratica dell’enoturismo in cantina” (Agra). Un vero e proprio manuale sull’enoturismo curato insieme a Donatella Cinelli Colombini.

Il libro nasce nell’ambito delle attività del CESEO, l’Osservatorio nato in sinergia con il Movimento Turismo del Vino. Con questo volume abbiamo voluto colmare un vuoto nel panorama della formazione dedicata all’enoturismo – ha dichiarato Dario Stefàno, docente di Management e Marketing del Turismo all’Università LUMSA. – Il vino è oggi uno straordinario fattore di valorizzazione territoriale, capace di generare economia, occupazione e attrattività. Al tempo stesso contribuisce a qualificare l’offerta turistica e rappresenta per le imprese vitivinicole una concreta opportunità di diversificazione e ottimizzazione del reddito. Incontra l’autore Leda Cesari.

A seguire alle 21:00 Ivan Cotroneo, con la partecipazione dell’attrice Vittoria Schisano, presenta il libro “Grande” (La Nave di Teseo). L’autore torna al romanzo per raccontare la malattia, il sesso e la morte senza filtri, in maniera inedita, intrecciando il privato e l’universale, l’affetto e l’attrazione sessuale, in una città calda e viva, specchio del protagonista e delle sue avventure. Ernesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni. Nel corso di un’estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d’agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell’assistenza quotidiana.

 

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