La startup pugliese antibullismo Mabasta selezionata per “Una Buona Causa”

La startup pugliese antibullismo Mabasta selezionata per “Una Buona Causa”

16 Giugno 2021 0 Di Redazione

Unica dal Meridione, la startup sociale antibullismo “Mabasta” degli studenti del “Galilei-Costa” di Lecce è tra i 16 progetti che hanno superato l’ultima selezione dell’organizzazione “Chi Odia Paga” per l’iniziativa “Una Buona Causa”. Ora le giovanissime ragazze e ragazzi di Lecce chiedono di essere votati sulla piattaforma dell’iniziativa così da poter superare la seconda fase e poter avviare la campagna di crowdfunding che permetterà loro di aiutare migliaia di studenti in tutta Italia nel prevenire e affrontare ogni forma di bullismo, cyberbullismo, bodyshaming e sexting tra giovani.

Si potrà votare per una settimana, sino a lunedì 21 giugno, alla pagina: https://crowdfunding.chiodiapaga.it/mabasta-al-bullismoanche-attraverso-lo-sport

“Chi Odia Paga” è una startup legaltech fondata da Francesco Inguscio nel 2018 dal venture accelerator Nuvolab. Nasce dalla volontà di un gruppo di professionisti provenienti da vari settori di portare sul mercato una soluzione innovativa e disruptive rispetto al mondo del diritto penale. Chi Odia Paga mette a disposizione servizi di tutela e di azione immediata contro le condotte illecite e fornisce strumenti di prevenzione e difesa per tutte le vittime di condotte d’odio online come stalking, diffamazione, cyberbullismo o revenge porn.

Mentre “Una Buona Causa” è una call for ideas che “Chi Odia Paga” ha deciso di riproporre ogni sei mesi ed è rivolta a tutte le associazioni italiane con l’obiettivo di stimolare e sostenere la creazione e lo sviluppo di iniziative di prevenzione, sensibilizzazione ed educazione, raccogliendo progetti virtuosi contro l’odio online su tutto il territorio nazionale.

Ricordiamo che le caratteristiche principali che contraddistinguono il “Modello Mabasta”, l’innovativo protocollo di sei azioni per prevenire e contrastare ogni forma di bullismo, sono l’originalità e, soprattutto, quella di vedere protagonisti quasi esclusivamente i ragazzi stessi. Infatti sono loro che scelgono l’insegnante di riferimento (il “Maba_Prof”), eleggono il “Bulliziotto” e la “Bulliziotta” di classe, utilizzano in classe il “Maba_Poster”, compilano il questionario “Maba_Test”, scelgono dove installare la “BulliBox” per le segnalazioni anonime, conoscono e utilizzano il “Maba_DAD” (una BulliBox online dove si possono effettuare segnalazioni da smartphone, tablet e pc) e, infine, richiedono la locandina di “Classe Debullizzata” una volta accertata la totale assenza di ogni forma o atto di bullismo e cyberbullismo.