L’antica chiesetta di Santa Lucia è in completo stato di abbandono

L’antica chiesetta di Santa Lucia è in completo stato di abbandono

21 Gennaio 2021 0 Di Redazione

“Una storia ultracentenaria non può andare perduta”. Stiamo parlando dell’antica chiesetta Santa Lucia (da non confondere con l’attuale di via Roma, i cui lavori ebbero inizio nel 1922), situata all’inizio della strada per Noha, uno dei tanti beni comunali che attendono una nuova vita.

La denuncia arriva dal Partito Democratico di Galatina che sottolinea come la chiesetta, “luogo di culto molto venerato nel passato, è una testimonianza delle nostre tradizioni religiose, architettoniche e culturali; una volta recuperata, assieme alle tante opere presenti a Galatina, non solo la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, diverrà una nuova occasione per incrementare il turismo religioso, che, in questi anni, anche nell’ultimo colpito dalla pandemia, ha avuto un notevole incremento. Sorta in sostituzione di un’edicola votiva, la chiesetta di Santa Lucia segnalava il luogo dove la strada Reale si incrociava con la Lecce-Leuca, denominata il ‘Cammino di S. Pietro’. Poco distante, infatti, venne rinvenuta la pietra dove si sedette l’Apostolo in cammino dalla Terra Santa a Roma, pietra che nel lontano 1665  fu traslocata nella Chiesa Matrice per essere ammirata e venerata da centinaia di pellegrini”.  

Il circolo del Partito Democratico ricorda come, in più occasioni, le Amministrazioni che si sono alternate alla guida di Palazzo Orsini si sono impegnate a trovare i finanziamenti per il restauro.

“Il primo intervento è datato 1993. L’allora sindaco, il prof. Zeffirino Rizzelli, aveva inserito nel programma elettorale e nella sua dichiarazione programmatica la necessità dell’acquisto della struttura, sino ad allora di proprietà privata; un decreto sindacale, nello stesso anno, dichiarò la chiesetta patrimonio artistico. Promessa che non ebbe seguito per l’interruzione anticipata del suo mandato. Nel 2000 si completò l’acquisizione al patrimonio comunale con il proprietario che la cedette al prezzo simbolico di mille lire. Il sindaco di allora era Giuseppe Garrisi. Il 2019 sembrava segnare una svolta e l’avvio della fase di progettazione e restauro sembrava imminente. In poco tempo la chiesetta fu resa fruibile alla comunità. Ci fu l’avvio dei lavori grazie a un finanziamento di 25.000 euro da parte della Sovrintendenza provinciale. Un primo intervento aveva permesso l’espianto di un albero di fico, cresciuto rigoglioso sul tetto. Per dimostrare che si faceva sul serio e che ambizione dichiarata della Giunta Amante era quella di lavorare con sollecitudine per conservare il copioso patrimonio culturale, la struttura fu ingabbiata con robusti tubi innocenti e il tetto protetto da una solida copertura. Anche in questa occasione, le aspettative sono andate deluse: a circa due anni tutto è rimasto immutato. Infiltrazioni, umidità ed erbacce hanno peggiorato così lo stato di abbandono”.

Infine, il Partito Democratico rivolge una domanda agli amministratori: “Il finanziamento di 25.000 euro è stato già speso per la messa in posa dei tubi e della copertura e il pagamento di due anni del loro affitto?”.