“Nuovo non vuol dire che sia meglio” è il titolo del nuovo singolo del galatinese Pietro Antonaci

“Nuovo non vuol dire che sia meglio” è il titolo del nuovo singolo del galatinese Pietro Antonaci

1 Dicembre 2025 Off Di Redazione

E’ uscito ieri il nuovo singolo di Pietro Antonaci, intitolato “Nuovo non vuol dire che sia meglio”. Il cantautore, in occasione della pubblicazione del suo primo album “Fuoriverso”, aveva già inciso due brani: “Io non ci vado” e “Cosa ne sarà”.

Con questo nuovo brano, disponibile sul canale YouTube “Outverse – Pietro Antonaci”, l’autore vuole porre l’attenzione sulle criticità della digitalizzazione in molti ambiti della vita quotidiana. Questa transizione avviene spesso attraverso strumenti definiti “intelligenti, brillanti, eleganti” per motivi politici ed economici, quando in realtà nascondono talvolta finalità meno trasparenti. Non tutti sono consapevoli del fatto che gli stessi oggetti “smart” (spesso controllabili anche da remoto) possono finire per controllarci a nostra insaputa, rendendoci dipendenti dalla loro logica e alimentando una cultura del controllo. Pietro aveva già affrontato questi temi nei precedenti brani, in un momento storico in cui l’interesse collettivo sembra orientato a delegare sempre più aspetti della propria vita a un algoritmo o a un sistema di calcolo artificiale. Il rischio cresce ulteriormente quando sono intere società ad essere amministrate secondo questi criteri, con conseguenze potenzialmente più gravi della somma dei problemi dei singoli individui.

Il cantautore sottolinea come, senza rendercene conto, ci stiamo abituando a nuove forme di normalità che non rispettano più i tempi umani né il diritto alla disconnessione individuale, in una società che pretende di entrare sempre più nelle vite di ciascuno. Dagli ormai rari menù cartacei sostituiti dai QR code, che impongono l’uso dello smartphone, fino alla pressione sociale dei gruppi WhatsApp scolastici o lavorativi, il confine tra comodità e invasività si fa sempre più sottile.

Il brano si conclude con un riferimento al concetto di identità digitale, etimologicamente vicino a quello di identità numerica, tipica delle cosiddette città smart.

 

 

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