Ok della Commissione Cultura. “La centralità dei dialetti, bene immateriale imprescindibile”

Ok della Commissione Cultura. “La centralità dei dialetti, bene immateriale imprescindibile”

24 Settembre 2021 0 Di Redazione

“Siamo la lingua che parliamo. Dialetti, modi di dire, espressioni tipiche sono il dna di ogni comunità. Su questa consapevolezza ho costruito il mio emendamento al disegno di legge approvato in Commissione Cultura”. Lo scrive in una nota il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS.

“Nella proposta di legge dell’assessore Bray, che punta a valorizzare il patrimonio culturale immateriale, ho inserito un emendamento aggiuntivo diretto proprio alla tutela dell’aspetto linguistico, custode dell’enorme complesso di tradizioni locali che sono il segno distintivo di ogni territorio e che affondano le radici nelle tante e differenti culture che hanno percorso la nostra regione – continua il consigliere Pagliaro – l’attenzione specifica ai dialetti è l’obiettivo centrale del mio emendamento, che inserisce fra i compiti della Regione la ‘rivitalizzazione e diffusione di tutte le lingue locali della Puglia, dal Salento al Gargano, in quanto significative espressioni del patrimonio culturale immateriale’. Gli strumenti a disposizione possono essere davvero tanti: attività e incontri mirati, libri e pubblicazioni, produzioni teatrali e musicali, programmi editoriali e radiotelevisivi. Preservare i dialetti vuol dire rivendicare l’orgoglio delle proprie origini e sottarle all’omologazione. Pensiamo a due componenti straordinarie della cultura salentina, come il Griko della Grecìa e l’Arbëreshë italo-albanese: due anime diverse di un territorio che è un mosaico di culture, tutte meritevoli di tutela e rivalutazione, come tanti altri dialetti che rischiano l’oblio. Ringrazio i dirigenti dell’Assessorato alla Cultura, Candela e Bruno, per il contributo tecnico che hanno dato alla discussione, e ringrazio i colleghi consiglieri per aver condiviso lo spirito e le finalità della mia proposta, che vuol dare un contributo determinante al dibattito identitario delle comunità locali, restituendo centralità agli idiomi come nostro bene immateriale imprescindibile”.