Pagliaro incalza Emiliano: “Su infrastrutture e trasporti ci aspettiamo impegni precisi”

Pagliaro incalza Emiliano: “Su infrastrutture e trasporti ci aspettiamo impegni precisi”

25 Dicembre 2020 0 Di Redazione

Il consigliere Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani in Consiglio regionale e Presidente del Movimento Regione Salento, interviene sull’approvazione del bilancio e per richiedere a gran voce al Governatore Emiliano di avviare tutti gli interventi che i pugliesi si attendono da tempo.

“Se il buongiorno si vede dal mattino, l’apertura all’opposizione annunciata dal governatore Emiliano a inizio legislatura, è solo fumo. Perché all’atto pratico – ovvero il bilancio di previsione 2021 della Regione Puglia – non un solo euro è stato concesso al centrodestra per gli emendamenti presentati. Tutti bocciati.

Mi preme ribadire al presidente e ai suoi assessori che, al di là dei provvedimenti necessari per superare la fase emergenziale dovuta alla crisi pandemica, ci aspettiamo che si mettano finalmente in cantiere i tanti interventi che i pugliesi aspettano da anni.

Primi fra tutti, le grandi opere infrastrutturali rimaste sulla carta o incompiute, a scapito soprattutto di alcuni territori trattati come cenerentole, in primis Salento e Gargano. Perché non è vero che tutti i pugliesi sono uguali, c’è una profonda disparità nei collegamenti e nei servizi, e un’innegabile Bari-centrismo che nuoce ai cittadini delle altre province e anche ai turisti che le scelgono come mete di vacanza.

L’Italia, non la Puglia, inizia a Santa Maria di Leuca e non finisce a Bari: questo è il mio mantra, e non mi stancherò mai di ripeterlo, finché non si metterà fine alla vergogna della statale 275 Maglie-Leuca, addirittura esclusa dalle opere strategiche dopo oltre 25 anni di tira e molla e di bugie.

Proprio le infrastrutture, i collegamenti e i trasporti mettono a nudo l’arretratezza di alcuni territori in confronto ad altri, ecco perché ribadisco che serve una ri-pianificazione degli investimenti per colmare questo divario infrastrutturale. E insisto: l’alta velocità deve arrivare a Lecce. Così come dev’essere completata la metropolitana di superficie fino al Salento. Un investimento da 50 milioni che non può più essere rimandato. Così come la elettrificazione della linea Martina Franca-Lecce-Gagliano del Capo, dove ci si muove ancora con vecchie littorine a gasolio, fotografia nitida del fallimento delle politiche regionali in tema di trasporti.

Altra priorità: la Lecce-Taranto a 4 corsie, indispensabile per completando il triangolo con Brindisi e interconnettere con superstrade moderne, sicure ed efficienti i tre capoluoghi del Salento.

E poi c’è il capitolo aeroporti. Quello di Brindisi non può essere considerato secondo all’aerostazione di Bari perché potrebbe catalizzare una grande fetta di voli turistici. Ma bisogna valorizzarlo con nuove tratte e collegarlo direttamente con le principali località dell’area ionico salentina. Così come bisogna valorizzare gli altri aeroporti salentini: San Cataldo, Galatina, Grottaglie per dare spazio ad una forte richiesta finora trascurata.

A tal proposito è necessario la Regione si faccia carico di sostenere il decollo dell’aeroporto civile di San Cataldo, il Lecce-Lepore fermo, chiuso per mancanza di fondi. I costi per tenere in piedi questa struttura sono di circa 200mila euro l’anno: una cifra modesta, a fronte dei benefici che ne deriverebbero al territorio, in termini di traffico turistico.

Stesso discorso per i porti: quelli del Salento devono far parte di un’Autorità autonoma, sganciata da Bari, che realizzi opere finora accantonate a vantaggio di altre aree: il terminal crociere a Brindisi, l’allargamento della banchina di Gallipoli (dove gli ultimi lavori risalgono addirittura al 1980), il porto di Otranto.

Su queste necessità non arretreremo di un millimetro, e ne faremo una delle battaglie principali della nostra opposizione. Costruttiva ma dura, se alle promesse non seguiranno atti concreti in tempi brevi”.