Pagliaro (MRS): “Ancora fotovoltaico, chiediamo uno stop a tutte le nuove autorizzazioni”

Pagliaro (MRS): “Ancora fotovoltaico, chiediamo uno stop a tutte le nuove autorizzazioni”

1 Febbraio 2021 0 Di Redazione

Le notizie su un altro eventuale impianto fotovoltaico nella campagne salentine confermano i nostri timori e rafforzano le nostre convinzioni: serve un’azione forte ed efficace per fermare il proliferare dei pannelli nei nostri campi. Il Salento e la Puglia, come abbiamo sottolineato nei giorni scorsi, durante l’audizione in Regione, hanno già dato e bisogna fare fronte comune per evitare altri scempi.

Il nostro territorio ancora una volta rischia di essere violentato dai pannelli fotovoltaici che non crescono per caso nella nostra terra, ma viene autorizzata la loro installazione, dopodiché la sfruttano fino ad avvelenarla deturpando anche il paesaggio. C’è un nuovo imminente pericolo  in agro di Nardò, Copertino e Leverano.

Una richiesta di autorizzazione è stata avanzata per la costruzione ed esercizio di un impianto integrato di produzione elettrica da fonte fotovoltaica e di produzione agricola, denominato “Builli”, della potenza nominale pari a 14.250,00 kWn e potenza di picco pari a 15.598,00 kWp, sito nel Comune di Nardò (LE), in località Builli, e delle opere ed infrastrutture connesse nei Comuni di Nardò, Copertino e Leverano.

L’azienda proponente è una s.r.l. lombarda denominata GR Value Development con sede legale a Milano e sedi operative a Milano e Verona.

Le aziende del nord arrivano, colonizzano, sfruttano, poi però pagano anche le tasse dove hanno la sede legale, a noi rimane ogni volta una sfregio insanabile.

Dopo aver avuto, nel corso dell’audizione del 25 gennaio, la disponibilità degli assessori all’Agricoltura e all’Ambiente, Pentassuglia e Maraschio, ad aprire un tavolo di confronto tecnico con gli uffici dello Sviluppo economico, per riuscire a trovare un punto di equilibrio fra tutela del paesaggio e produzione energetica, chiedo nel frattempo alla Regione di bloccare tutte le richieste di nuovi impianti per evitare appunto altri danni indelebili.