“Sanità malata. Nel Salento si muore di liste d’attesa”

“Sanità malata. Nel Salento si muore di liste d’attesa”

2 Giugno 2022 0 Di Redazione

“Due anni di attesa per una colonscopia da eseguire in esenzione ticket per rischio familiarità (padre morto per tumore al colon) ma attesa che si riduce ad una sola settimana se l’esame viene eseguito intramoenia, pagando 202 euro. Questa denuncia, una delle decine che ricevo, è la fotografia di una sanità pubblica regionale malata, dove il diritto alle cure è garantito in tempi brevi solo a chi paga. Le liste d’attesa sono la cartina al tornasole di una disorganizzazione e di una carenza di personale croniche, soprattutto in Salento” – dichiara il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

“Il cup dell’Asl di Lecce, ad esempio, scoppia: la gente è esasperata per la oggettiva impossibilità di prenotare una visita specialistica o un esame diagnostico. E quando si riesce finalmente a parlare con un operatore, l’amara scoperta sono tempi biblici, perfino per i pazienti oncologici. La pandemia ha aggravato una situazione già cronica, concentrando risorse umane e strumentali sull’emergenza covid e depauperando la sanità ospedaliera e soprattutto territoriale – continua Pagliaro – ecco perché il 45% degli accessi al pronto soccorso è inappropriato: sono codici bianchi e verdi, di cittadini esasperati che provano a trovare una scorciatoia per poter accedere ai servizi sanitari. Le criticità partono già dal servizio di emergenza-urgenza. L’emorragia dei medici convenzionati con contratto a tempo determinato al servizio 118 è gravissima: uno su tre è passato alle Usca, dove si guadagna il doppio rispetto alla trincea delle ambulanze. Un ‘buco’ che fa paura, soprattutto alle porte della stagione estiva con l’arrivo di massa dei turisti. Rafforzare gli organici di medici, infermieri, tecnici e oss è questione di volontà politica, ed è la priorità a cui l’assessore Rocco Palese dovrebbe rispondere. Nei quattro mesi del suo assessorato – conclude Pagliaro – nulla si è visto della sterzata che ci attendevamo. Bisogna rimettere in piedi reparti, ambulatori, servizi diagnostici che sono andati alla deriva soprattutto nei due anni di pandemia. Contenere la spesa non vuol dire tagliare indiscriminatamente ma fare scelte precise per individuare ed eliminare i tanti sprechi incrostati nelle pieghe dei bilanci. Di liste d’attesa, in Salento ma anche in Puglia, si può morire. Ricevo continue segnalazioni e appelli di gente disperata e indignata, soprattutto anziani e malati cronici ma anche persone disabili di ogni età. La loro discriminazione è una ferita che deve essere sanata”.

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