Parco Archeologico di Rudiae: “Evviva l’Italia”, serata-evento organizzata da SABAP Lecce e Brindisi

Parco Archeologico di Rudiae: “Evviva l’Italia”, serata-evento organizzata da SABAP Lecce e Brindisi

15 Settembre 2021 0 Di Redazione

“Evviva l’Italia!” è una serata-evento nella quale si celebrano i due importanti anniversari ricorrenti nel 2021: i 160 anni dell’Unità d’Italia e i 75 anni dalla proclamazione della Repubblica italiana. La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce d’intesa con il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, il Comune di Lecce e in collaborazione con gli Archivi di Stato di Brindisi e Lecce hanno voluto dedicare la serata del 16 settembre 2021 a un momento celebrati vo alla presenza dei 116 sindaci e delle Rappresentanze Istituzionali – civili, religiose e militari – delle province di Brindisi e Lecce territorio di propria competenza.

Nella suggestiva cornice dell’arena dell’Anfiteatro Romano di Rudiae in Lecce, testimonianza di eccezionale valore storico-artistico in Terra d’Otranto, l’Orchestra da camera del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, eseguirà un repertorio musicale per omaggiare alcuni grandi arti sti italiani del passato e partendo dal Canto degli Italiani – Inno Nazionale –, saranno eseguite alcune delle pagine più note del repertorio d’autore divenute famose ed applaudite a livello mondiale.
L’iniziati va intende celebrare i valori costituzionali dell’Unità nazionale e della Repubblica, dei colori della Bandiera e rafforzare i rapporti istituzionali tra gli Enti. L’evento si prefigura quale occasione per promuovere lo sviluppo della cultura, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e arti sti co della Nazione individuati tra i principi fondamentali della Carta Costituzionale.
Per assicurare la più ampia partecipazione di pubblico, in considerazione della ridotta capienza imposta dalla normati va vigente in materia di contenimento Covid-19, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook istituzionale della Soprintendenza.
L’evento è stato reso possibile grazie al generoso sostegno di alcuni operatori economici presenti nelle due province, ad A.R.Va s.r.l. – spin off dell’Università del Salento – che con entusiasmo hanno accolto l’iniziati va e hanno consenti to di dare lustro ai due importanti anniversari unitamente alla preziosa collaborazione dei volontari. L’evento ha ottenuto l’importante e prezioso patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’Orchestra e il concerto

L’Orchestra da camera del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce nasce da un progetto, “Legni e corde”, ideato da Luigi Bisanti che ne è il direttore artistico. l’Orchestra è composta dai docenti e dagli alunni del Conservatorio. Il repertorio, comprende brani originali e trascrizioni dei secoli XIX – XXI.
La commemorazione dei 160 anni dall’Unità d’Italia e dei 75 anni dalla proclamazione della Repubblica è occasione per omaggiare anche alcuni grandi artisti italiani. Da qui l’idea di un programma musicale che, partendo dal nostro Inno Nazionale, comprenda alcune delle pagine più note del repertorio di nostri autori divenute famose a livello mondiale.
La fama internazionale, alla loro epoca, di Gioacchino Rossini o di Giacomo Puccini, quella universale di un genio come Ennio Morricone, l’apprezzata poesia senza confini di Franco Battiato sono tutti riconoscimenti del fervore artistico-musicale dei tanti compositori italiani che hanno contribuito a “fare” la Storia della Musica.
E poi Astor Piazzolla, argentino, certo, ma la cui famiglia era originaria della nostra Puglia. Con i suoi brani l’omaggio è a tutti quegli italiani che nelle varie generazioni hanno dovuto abbandonare il nostro paese per costruire altrove la loro fortuna e contribuire, con impegno e laboriosità, ad arricchire quella delle tante nazioni ospitanti. Infine un omaggio alla grande musica internazionale con l’esecuzione della celeberrima Ouverture da Carmen di Georges Bizet.

L’Anfiteatro romano di Rudiae

Rudiae inserita nel suggestivo paesaggio rurale della Valle della Cupa, rappresenta uno dei siti archeologici più importanti della Terra d’Otranto ed è nota soprattutto per aver dato i natali a Quinto Ennio (239-169 a.C.), il padre della letteratura latina. Il sito, assieme ad altri centri antichi gravitanti nello stesso territorio, forma uno straordinario sistema storico-archeologico definito “sistema delle tre città”, che vede l’abitato di Cavallino fiorire nel periodo arcaico, Rudiae che si sviluppa a partire dall’età classica e Lupiae (Lecce) che acquisisce un ruolo primario in età romana.
L’insediamento di età classica, racchiuso da possenti mura che cingevano un’area di circa 100 ettari, fu uno dei centri dominanti della Messapia. Nell’area archeologica sono stati portate alla luce diverse aree di necropoli, alcune tombe ipogee con camere funerarie scavate nella roccia, ampie porzioni delle monumentali fortificazioni messapiche, oltre a tratti di strade basolate, luoghi di culto ed edifici pubblici di età romana.
Al centro dell’insediamento, circondato da una cornice di ulivi secolari, si conserva, quasi nella sua interezza, l’anfiteatro costruito durante il regno di Traiano (98-117 d.C.). L’edificio, che poteva ospitare fino a 8.000 spettatori, sfrutta una dolina di formazione carsica come sostruzione della cavea, realizzata nella metà occidentale con un riempimento di pietre e terra su cui si impostavano i sedili in pietra e nella parte orientale sagomando il banco di roccia per formare una gradinata. La depressione sulla quale è stato realizzato l’anfiteatro fu utilizzata in epoca messapica e repubblicana come lacus, un bacino per la raccolta delle acque piovane collegato a una rete di canali di alimentazione.
La costruzione dell’edificio per spettacoli fu probabilmente finanziata da Otacilia Secundilla, figlia ed erede del senatore romano Marco Otacilio Catulo; il nome di Otacilia compare in una lastra in marmo con iscrizione riferibile alla dedica del monumento, rinvenuta nel 2015 durante lo scavo stratigrafico del monumento.
Le recenti indagini archeologiche, condotte tra il 2011 e il 2017, hanno portato a mettere in luce una considerevole porzione dell’edificio (l’arena e circa tre quarti della cavea), consentendo di confermare l’esistenza dell’anfiteatro, già ipotizzata in passato da studiosi quali Cosimo De Giorgi e Mario Bernardini.

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